Gran Gala “Il Cigno Nero”: stelle e promesse della danza all’Auditorium Conciliazione

PS PLUS di aprile: nuovi titoli per PS4, PS3 e PS VITA
28 Marzo 2014
L’Oroscopo di Glo Previsioni Astrali dal 31 marzo al 6 aprile 2014
31 Marzo 2014

Gran Gala “Il Cigno Nero”: stelle e promesse della danza all’Auditorium Conciliazione

Il 2 e il 3 aprile, gran gala di danza a cura di Daniele Cipriani con Ashley Bouder, Joaquin de Luz e Giuseppe Picone.

Ashley Bouder

Intreccio crudele di amore e tormento, Il lago dei cigni incanta e sconvolge da sempre. Oscillando inclemente tra le oscurità e i bagliori di passioni impreviste si perde nella penombra di sentimenti ambigui e umane debolezze. Dolce riparo per le inquietudini dei romantici, il sogno breve dalle ali bianche si infrange dopo un solo atto d’amore per schiantarsi contro la testimonianza più nera del tradimento, dell’inganno, dell’errore. A chi non bastasse il raccapriccio dell’impossibile unione tra un principe solitario e la donna cigno, condannata ad una natura a metà insieme a fanciulle prigioniere nella palude di un mostro, resta l’evidenza di una promessa d’amore infranta tra le lusinghe di una bellezza stregata per cogliere le sfumature dark del più famoso dei balletti di repertorio. E poca consolazione concede il finale (in qualunque versione), perché dopo il III Atto il danno è ormai compiuto; la riparazione conclusiva nulla aggiunge ad un dramma già esploso, sintesi di male e bene che già contiene il sentimento umano e l’istinto ferino, l’eternità dell’amore e l’attimo del desiderio.

Il Gran Gala Il Cigno Nero (già in tour dal 28 Marzo in varie città italiane e atteso per il 2 e 3 aprile a Roma) a cura di Daniele Cipriani, non nasconde nessuna delle mille sfumature del bianco e lascia che tra le righe di una favola triste emerga anche la metaforica ricerca dell’arte, all’inseguimento di un’unione impossibile tra interprete e personaggio, palcoscenico e vita. Non dimentica, Cipriani, le suggestioni del recente film di successo Black Swan di Darren Aronofsky che poco concede all’immagine sognante della donna cigno e scava piuttosto tra gli squarci di una trama sospesa tra le perturbazioni del doppio e le insane inquietudini dell’artista. Ricco il programma che, tra i grandi classici (vari estratti da Il lago dei Cigni, coreografia di Marius Petipa/Lev Ivanov, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e l’assolo La morte del cigno, coreografia di Michel Fokine, musica di Saint-Saëns, che pur non facendo parte del Lago certamente ne ha influenzato l’interpretazione della fanciulla cigno), presenta il balletto in stile neoclassico Three Preludes di Ben Stevenson, su musica di Sergej Rachmaninov e Five variations on a theme di David Fernandez su musica di Johann Sebastian Bach. Danzano le stelle del New York City Ballet Ashley Bouder e Joaquin de Luz e la nostra étoile internazionale Giuseppe Picone accanto alle promesse italiane Antonio Rezza (Opera di Roma), Flavia Stocchi (ospite del Teatro Massimo di Palermo), Marianna Suriano (Opera di Roma), Stefania Ballone (Scala di Milano), Giorgia Calenda (ospite Teatro Massimo di Palermo), Roberta Paparella e Viviana Melandri (Opera di Roma).

Nella conferenza stampa per la presentazione del gala a Roma, insieme all’organizzatore dell’evento Daniele Cipriani, erano presenti Ashsley Bouder, Giuseppe Picone e la giovanissima Flavia Stocchi (che ha recentemente danzato come secondo cast di Eleonora Abbagnato in Carmen di Amedeo Amodio). Daniele Cipriani: “Sono felice di presentarvi Ashley Bouder, stella brillante del New York City Ballet, la giovane promessa della danza italiana Flavia Stocchi e, ovviamente, l’étoile Giuseppe Picone. In questo gala danzeranno stelle affermate e giovani talenti che è giusto si facciano notare in un’occasione come questa; Stocchi, Rezza, Suriano, sono le nostre promesse a cui bisogna dare oggi la massima visibilità. Il gala gioca inoltre sul passaggio dalla vita quotidiana del danzatore alla sbarra, dal suo studio giornaliero alla trasformazione nel personaggio, nel cigno sul palcoscenico”.

Così ricorda Ashley Bouder il suo primo Lago, punto d’arrivo e sogno per tutte le ballerine, ricco di virtuosismi tecnici ma anche capace di catturare tutte le emozioni umane: “La prima volta, otto anni fa, ho lavorato per almeno due mesi prima di andare in scena. Ci vuole molto impegno per entrare nella psicologia del personaggio e per capire a quale punto si è della storia. Ogni persona danza il Cigno in maniera diversa. Per me ci sono voluti due mesi per capire quanto potevo essere perfida nel mio personaggio o strumento della perfidia del mago. Anche la tecnica è difficile soprattutto per il pas de deux del Cigno nero”.

Giuseppe Picone_@enricodellavalleGiuseppe Picone commenta il film Black Swan: “Il film è stato criticato da alcuni, ma personalmente l’ho consigliato, benché la realtà non sia esattamente così. Certamente, al Ballet de Nancy e all’American Ballet ho capito che il sogno di diventare primo ballerino non era affatto semplice da realizzare. La competizione c’è, esiste e spesso non su basi positive. Ma per fortuna la passione mi ha spinto a non mollare e ce l’ho fatta. Non sempre è così. Dipende dai direttori, dai colleghi, dai maestri. Il film forse si concentra troppo sui lati negativi della nostra professione”. Continua Bouder: “Quando il film uscì in America registrammo il tutto esaurito per tutti i “Laghi” di quel periodo. Penso che dipenda però anche dal fatto che questo è il balletto per antonomasia e conserva dei caratteri riconoscibili che il pubblico ama e che non lo fa mai passare di moda”. Picone: “Di certo è più il sogno della ballerina. Anche il ruolo di Siegfried ha le sue difficoltà tecniche ma forse come personaggio è più profondo Albrecht (Giselle). Nel Lago la donna deve essere interprete e tecnica, non deve essere solo cattiva e sensuale, ci vuole cuore anche nell’atto nero; probabilmente Odile ama Siegfried ma non può mostrare la propria vulnerabilità a causa di Rothbart. Personalmente, quando interpreto Siegfried sono molto calmo anche se non è sempre facile decidere come interpretare la psicologia di un personaggio che vive un’esperienza così straordinaria tra splendide donne cigno che lo fanno innamorare ”.

Chiediamo infine, noi di Four, alla giovane Flavia Stocchi, quanto l’essere stata beneficiaria delle attenzioni della nostra étoile Eleonora Abbagnato e del grande coreografo Amedeo Amodio (per lo spettacolo Carmen al Teatro Massimo di Palermo), l’abbia convinta sull’eventualità di consolidare la propria carriera in Italia. Il suo candido “sto ancora pensando alla possibilità di andare all’estero” spegne per un attimo gli entusiasmi accesi dalla nostra migliore ballerina nel mondo Abbagnato, che facevano già sperare sull’imminenza di un simile investimento (da lei stessa recentemente onorato proprio nei confronti di Stocchi) sulle giovani promesse italiane. Troppo presto.

Informazioni sull’evento a Roma: www.auditoriumconciliazione.it

Comments on Facebook

Comments are closed.