SOGNI In una bella notte di mezza estate

L’Oroscopo di Glo Previsioni Astrali dal 17 al 23 marzo 2014
17 Marzo 2014
Le ricette di Mazzufunchef: Fluffy Pancakes //crema di arachidi//banane//mandorle
18 Marzo 2014

SOGNI In una bella notte di mezza estate

SOGNI In una bella notte di mezza estate (a cura di Federico Mattioni)

flavia g.l.

Quattro storie per due attori a comporre un affresco dove la bellezza, intrappolata nell’immaginario dei suoi fanciulli itineranti, si materializza nell’assolo libertario dell’immaginazione.

I sei personaggi, Ermia, Puck, Elena, Demetrio, Bottone e Titania, interpretati dalla bravissima Flavia Germana de Lipsis (che collabora anche ai testi) e dall’espressivo Simone Tessa, sono liberamente presi in prestito dall’opera scespiriana Sogno di una notte di mezza estate.

Nella cospicua libertà con cui, Pietro Dattola, drammaturgo e regista dello spettacolo, si approccia ad un grande della storia del teatro e della poesia, William Shakespeare, vi è insita la voglia di saltare da una suggestione all’altra del testo, di aprirsi al favolistico movendo i primi passi di scoperta del disegno dell’amore, nelle luci e nelle ombre degli spazi e dei vuoti della vita.

L’alta, altissima origine dello spettacolo, non aiuta però nel favorire la dovuta suggestività, in principio a livello figurativo. La povertà di mezzi non giova al percorso filosofico di messa in scena dell’amore operata dl giovane drammaturgo e regista; la totale mancanza di scenografia limita enormemente il testo che si regge principalmente sulle variazioni delle note di piacere e di dolore dei suoi due attori: Flavia Germana de Lipsis regna sovrana sulla scena ed è la vera anima dello spettacolo; si muove leggiadra e birichina attorno al suoi giullare, irridendo e soffrendo le ombre e le luci improvvise e fatali del suo percorso di donna. Simone Tessa sembra prostrarsi ad una confusa via di mezzo, dove la luce sembra essere attrazione e al contempo inganno, mentre l’ombra occupa gran parte del suo spazio. Tra di loro, c’è una buona intesa ed azzeccano i tempi comici giusti, all’occorrente, fino alle soglie col tragicomico.

La regia offre motivo d’interesse, in larga parte, dai giochi di luce e dalla sensibile scelta delle musiche che intercalate dagli interventi di una confidente “voce off”, tenta di supplire alla ristrettezza con la malia della poesia incantata delle parole.

Comments on Facebook

Comments are closed.