47 Ronin, Carl Rinsch

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47 Ronin, Carl Rinsch

Rinsch realizza lo strano cocktail tra fantasy americano e Sol Levante

keanu_reeves_in_47_ronin-wideA stare dietro ai problemi e alle difficoltà produttive e di montaggio che hanno travagliato 47 Ronin, versione di Carl Rinsch della più tradizionale leggenda giapponese (già portata sullo schermo da Mizogouchi), si farebbe un altro film, ma servirebbe anche a capire la natura bislacca del film, basti pensare che sulla locandina compare un personaggio che non c’è nella versione definitiva del film. La storia è quella di Kai, mezzosangue emarginato che decide di unirsi ad un gruppo di rōnin, comandato da Kuranosuke Oishi, che cercano vendetta su Lord Kira dopo che questi ha ucciso il loro signore e bandito il gruppo. Per restituire l’onore al loro feudo e al loro signore, i guerrieri si troveranno ad affrontare delle dure prove, che porteranno alla sconfitta di numerosi guerrieri.
Scritto da Chris Morgan, Walter Hamada e Hossein Amini, 47 ronin mescola in modo disinvolto la tradizione nipponica del chanbara, le avventure dei samurai a basi di duelli e combattimenti, e il fantasy milionario americano, fatto di creature mostruose e magia, frullando Kurosawa e Peter Jackson. Il risultato farà storcere di sicuro molti nasi, il potenziale epico della storia o la bizzarria degli incroci geografici restano un po’ sulla carta, proprio per via di esigenze produttive che hanno portato a vari rinvii nell’uscita, eppure Rinsch sa creare scorci suggestivi, soprattutto quando guarda al cinema nipponico, e non ha paura del finale meno facile o comodo. E rivedere Keanu Reeves in un ruolo da protagonista per una produzione importante (di recente ha anche girato un suo film, Man of Tai Chi), non può che far piacere.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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