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Intervista a Riccardo Sinigallia per Four Magazine!

_D0B0141©Fabio Lovino-2Partiamo da Sanremo e dalla tua squalifica: come l’hai vissuta e quanto ti ha sorpreso?

Ovviamente avrei preferito fare un percorso “regolare” al Festival, sarei stato felicissimo di partecipare alla gara fino in fondo, andava benissimo anche il decimo posto in  classifica, così come stabilito dalla prima votazione parziale. Ma ho comunque avuto la possibilità di far ascoltare la mia canzone ad un pubblico che difficilmente avrei raggiunto in altro modo e per me é stata una grande opportunità.

Prima di andare via è un pezzo classico del tuo stile eppure parecchio ispirato: da dove nasce?

Ti ringrazio per la fiducia, in effetti è una sintesi che condivido. Nasce da un testo che mi ha spedito un giorno via skype Filippo Gatti dal quale ho estrapolato buona parte delle attuali strofe che nel tempo ho leggermente modificato e adattato al mio abituale mood ritmico e armonico con la chitarra e a cui ho aggiunto nel tempo diversi pre e ritornelli per poi arrivare appunto alla stesura definitiva. È la fusione di 2 ispirazioni diverse, quella di Filippo e la mia.

Rispetto a questo apripista che album è Per tutti (cliccate sul titolo per leggere la recensione, N.d.R.) e che strade seguirà?

Seguirà la strada che riuscirà a tracciare. Non ho programmato un percorso se non quello della prosecuzione della mia attività di autore e di musicista. Sicuramente in questo momento ho il grande privilegio – che mi rende veramente felice e credo possa fare la differenza rispetto al passato – di lavorare con Caterina Caselli e la Sugar,  questo cambiamento improvviso mi è apparso  come la realizzazione di un sogno tanto semplice quanto difficile da realizzare, quello di avere interlocutori competenti e che conoscono il proprio lavoro e lo svolgono con passione e serietà. È stato  uno degli obiettivi più difficili da raggiungere da quando ho cominciato, quindi rappresenta contemporaneamente un punto d’arrivo e di partenza.

Tra i musicisti già riconoscibili al grande pubblico sei uno di quelli che fa sentire forte le sue radici, come dimostra anche l’omaggio a Lolli a Sanremo: quanto è difficile per un musicista oggi vivere in un’industria ed essere fedele a se stesso e alla propria idea di musica?

Non è stato e credo che non sarà mai facile ottenere consensi rilevanti per l’industria discografica se si segue con rigore la propria  idea personale.  E’ un momento in cui la richiesta di prestazioni e numeri adatti al mercato è diventata paradossale, da un certo punto di vista questo meccanismo, avendo notevolmente appiattito la proposta del prodotto commerciale, sta valorizzando le forme artistiche  più originali, ma siamo ancora lontani da un approccio alla fruizione che premi l’ autenticità e non l’omologazione. Le scelte sulle canzoni e sugli ospiti della direzione artistica di Sanremo rappresentano da questo punto di vista un primo passo significativo.

Sul palco di Sanremo eri all’esordio da solista eppure Turci e Rei dimostrano l’importanza di avere ottimi musicisti: con chi suoni su disco e con chi suonerai dal vivo?

Da sempre ho la fortuna e anche la volontà di circondarmi di musicisti appassionati con i quali stabilisco dei buoni rapporti di scambio artistico e umano, e questo mi permette di sorprendermi nelle fasi di realizzazione che vengono impreziosite dalle intuizioni di chi partecipa alle canzoni che scrivo, ovviamente mi metto spesso anche io a disposizione di chi mi coinvolge su un proprio progetto, quando ci sono le condizioni per farlo. In questo mio terzo album la lista dei musicisti è lunghissima e comprende oltre a Laura, mio fratello Daniele, Andrea Pesce e Francesco Valente,  che mi accompagneranno anche dal vivo, molti altri musicisti e tecnici che stimo tra cui Filippo Gatti, Fabio Patrignani, Roberto Angelini, Marco Rovinelli, Dodo Nkishi, Maurizio Loffredo, Vittorio Cosma, David Florio, Alfonso Bruno, Fabio Rondanini e molti altri.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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