Il ritorno di Beck. Il Nuovo Album è MORNING PHASE.

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Il ritorno di Beck. Il Nuovo Album è MORNING PHASE.

Beck Hansen, in arte Beck, cantautore statunitense, una delle icone del rock alternativo degli anni Novanta, molla gli ormeggi musicali del lo-fi (abbreviazione di musica low-fidelity, ovvero scelta consapevole e per certi versi obbligata di mezzi di registrazione poveri) per connettersi ad un sound geneticamente denso e colorato, seppur meno variopinto.

L’album si apre con una brevissima traccia musicale dal titolo Cyclo, principio orchestrale d’introduzione ad un percorso che è soprattutto sonoro, volto a generare una densa atmosfera. Morning è una ballata trasognata e si avvale di una chitarra acustica leggiadra che sembra voler puntualizzare ciò che il testo esprime. Heart Is A Drum punta alle sonorità del memorabile Pet Sounds dei The Beach Boys e lo fa degnamente. Say Goodbye prendele distanze dal suono che caratterizza tutto l’album, per un rapido omaggio al country-folk, dove è il banjo a predominare. E quando si arriva a Blue Moon si ha quasi l’impressione di un netto cambio di passo, ma in realtà si è già nel cuore di una direzionalità sulla quale il songwriter di Los Angeles ci gioca; le chitarre carezzano la sezione ritmica in maniera tale da renderlo il brano più bello del disco. In Unforgiven il suono diviene un vero e proprio tappeto sonoro sul quale lasciar distendere i tratti vocali di Beck che divengono aerei e pienamente coinvolgenti. Wave si offre come una sicura continuazione della linea intrapresa, fatta di archi estesi per ricavare una degna atmosfera notturna, intimista e indistintamente conturbante. Don’t let it go, invece, rende il percorso all’interno di questo disco intimista (sulla falsariga di Sea Change del 2003), più altalenante. La ripetitività non può sfuggire e anche Blackbird Change, così come Country Down (comunque più dolce e piacente), non punge e ricorda troppo certe canzoni dei Crosby, Stills, Nash & Young. È evidente che l’ispirazione venga meno nella seconda metà dell’album. La stessa Phase è una confusa ripetizione dell’introduzione mentre Turn Away ricorda troppo da vicino il formidabile duo dei Simon & Garfunkel e dà l’impressione di essere meno bella di quel che è in realtà. Waking Light chiude l’LP rivelando una certa invariabilità.

Gennaio e febbraio solitamente non sono due mesi forieri di uscite degne di nota e questo nuovo lavoro di Beck si lascia apprezzare come un buon disco medio. Fra le altre uscite del mese, segnalo i bei dischi di Sun Kil Moon Benji e Russian Red Agent Cooper.

Recensione di Federico Mattioni

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