“Mind a Gap”: tutto il mondo di Anton Lachky ad Equilibrio 2014

L’Oroscopo di Glo Previsioni Astrali dal 17 al 23 febbraio 2014
17 Febbraio 2014
Le ricette di Mazzufunchef: Risotto radicchio, gorgonzola e noci
18 Febbraio 2014

“Mind a Gap”: tutto il mondo di Anton Lachky ad Equilibrio 2014

L’Auditorium Parco della Musica sorride al giovane coreografo slovacco.

Mind-a-gap-7-LeifFirnhaberPinosC’è intensità espressiva e atletica prodezza in Mind a Gap, primo frutto della neonata compagnia di Anton Lachky per Equilibrio 2014. Forte di eccellente formazione presso la P.A.R.T.S. di Brussels (diretta da Anne Teresa De Keersmaeker) e danzatore giovane per Akram Khan Company (che ritroveremo sullo stesso palco della Sala Petrassi il prossimo 18 febbraio), Lachky è già da anni padrone di un proprio stile e mondo grazie all’esperienza in Les SlovaKs Dance Collective.

Proprio con i quattro compagni di un tempo, il talentuoso creativo slovacco aveva già sperimentato un’idea di danza senza regole e dettami che fosse in grado di aprirsi ai desideri coreografici di un gruppo di solisti in piena libertà creativa. Non c’è limite, all’interno della open dancing di Les SlovaKs, alla pratica e al desiderio di movimento per il danzatore che intenda gestire per sé lo spazio scenico, purché la coerenza coreografica venga salvaguardata attraverso la consapevolezza di agire in un insieme e per un pubblico.

La regola, dunque, diventa quella di avvertire e controllare la simultaneità di esibizioni che condividono pubblico e luogo, cercando di arricchire progressivamente la pratica dei singoli per una dinamica di gruppo di formidabile impatto. Ora che Anton Lachky dirige da sé le proprie danze, non sembra allontanarsi molto dalla filosofia di un tempo e nemmeno dai compagni di una volta (visto che almeno due degli interpreti di Mind a Gap sono membri dello stesso collettivo Les SlovaKs).

Dopo averne tracciato i confini con fari pendenti su un perimetro di luce, i cinque danzatori della Anton Lachky Company conducono un gioco coreografico in totale libertà apparente, costruendo per sé e per lo spettatore una parallela realtà di nuove normalità e abitudini. Ogni singolo muoverà il proprio abito gestuale in progressiva concordanza con altri singoli, alla ricerca di una sintonia di gruppo percettibile non tanto nella sincronia e nell’estetica quanto nei respiri e nell’energia all’unisono.

L’alternanza continua di scatti e morbidezze, curve e linee, slanci e fluidità, perfettamente si concilia con una gestione coreografica che intende esplorare soluzioni nuove in mezzo a pratiche mille volte eseguite e incontro a  spazi mai ribaltati. Al di là di ogni possibile apprezzamento filosofico, questa volta è la danza a predominare su ogni pensabile direzione narrativa. Merito, soprattutto, dei cinque danzatori (Peter Jasko, Milan Herich, Seoljin Kim, Quan Bui Ngoc, Beatrice Debrabant) che esplodono in scena di virtuosismo e tecnica e incantano tutti per dinamismo e carisma.

Mind-a-gap-1-LeifFirnhaberPinosEsperimento interessante, l’accostamento musicale classico al movimento moderno crea uno spaesamento visivo-sonoro che ben siaccorda con la non convenzionalità della rappresentazione ma non sempre, a nostro avviso, premia con la piacevolezza della performance, rischiando piuttosto di distrarre lo sguardo da abilità atletiche altrimenti straordinarie. Soffriamo inoltre dello scarso utilizzo degli oggetti luminosi di scena che sembravano promettere all’inizio interazioni coreografiche ben più sorprendenti (e siamo lontanissimi, ad esempio, dalle rivelazioni scenografiche a cui ci ha abituato Mauro Astolfi che con identici strumenti di luce crea e nasconde lo spazio, genera e spegne la danza, muove e trasforma l’energia). 

Ma infine travolge ed affascina tutti il mondo sconvolto di Anton, popolato da individui bizzarri e soavi pensieri, tra schizofrenie musicali che ne impongono il passo e immobilismi imprevisti che ne mutano lo spazio. E ci ritroviamo a ridere di gusto di fronte a parodistiche reinterpretazioni di classici vezzi e al gioviale dileggio di ostentate teatralità, scoprendoci assurdi noi stessi nel più serio e rassicurante conformismo di sempre. Applausi, all’Auditorium Parco della Musica, per un giovane gruppo che potrebbe sorprenderci ancora.

Scheda spettacolo: http://www.auditorium.com/eventi/5686727

Prossimi appuntamenti Equilibrio 2014: http://www.auditorium.com/eventi/festival/5613156

Comments on Facebook

Comments are closed.