Eros allo specchio. “Asobi Adult game” ad Equilibrio 2014

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Eros allo specchio. “Asobi Adult game” ad Equilibrio 2014

La giovane coreografa giapponese Kaori Ito incuriosisce l’Auditorium Parco della Musica.

asobi_chris_van_der_burght_4Simbolo a metà strada tra predizioni nefaste e riflessi di verità assolute, lo specchio di Kaori Ito è enorme parete deformante e mobile che denuda ossessioni e riveste identità. Più dell’altrui sguardo su ogni possibile nascosta nefandezza, inquieta l’esposizione involontaria e passiva al proprio occhio indulgente di giocatori di ruolo su un palcoscenico di quotidiana socialità. E ci si scopre infine spettatori di se stessi in Asobi Adult game, inquadrati nel falso rassicurante buio di una platea e catapultati sulla scena delle nostre verità latenti, a cercare riconoscimento e certezze tra i turbamenti del doppio e dell’altro da noi.

Danzatrice per Angelin Preljoçaj e Alain Platel (Les Ballets C. de la B.), assistente dello stesso direttore artistico di Equilibrio Sidi Lardi Cherkaoui per il film Le Bruit des gens autour (2008) di Diastème, Ito porta al festival romano della nuova danza una costruzione coreografica estremamente suggestiva per estetica e filosofia. Performer straordinaria, la giovane autrice giapponese dirige con maestria i tre colleghi sulla scena (Csaba Varga, Jann Gallois, Péter Juhász) creando per loro e per sé precisi contorni gestuali e narrativi che non tradiscono mai l’universalità rappresentativa di un gioco scenico tra adulti.

Proiettati sul grande schermo riflettente e illuminati nel silenzio delle nostre poltrone, subiamo due volte l’inquietudine del giudizio quando l’elegante donna sul proscenio ci fissa dall’alto dei suoi tacchi di femminilità imposta e rivolge allo specchio la propria nudità di anima claudicante. Cercheremo noi stessi di oltrepassare lo specchio per guardare da vicino il lato senza veli di uomini e donne che sfilano lungo le strade della vita, pericolosamente divisi a metà tra intimità e mascheramento, verità e mistificazione, individualità e socialità. Finché farà quasi paura trovarsi a dover scegliere tra il nostro sguardo di giudici e spettatori riflessi e la proiezione più che mai tangibile del comune timore di esposizione e sentenza.

“Asobi” è tutto quanto sfugge all’obbligo e alla convenzione sociale, è il paradossale capovolgimento di senso della vita adulta in cui l’interpretazione di un ruolo diventa quotidiano e accettabile travestimento, mentre la verità delle proprie inclinazioni sfoga sul gioco segrete manie e nascoste ossessioni. Il termine giapponese riporta inoltre a pratiche maschili a sfondo erotico in cui si sfugge alla responsabilità dell’età immergendosi in ludiche infantilità collettive. E, insieme, traduce il senso di libertà, euforia e rischio che ogni perdita di coscienza comporta e richiede.

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C’è molto da vedere in Asobi Adult game di Kaori Ito e c’è anche molto da sentire per chi non conosce difesa al “perturbante” e per chi non può sfuggire ai più estremi dualismi tra interno ed esterno, identità e alterità, familiarità ed estraneità. Ci sono donne che ribaltano il verso della sopraffazione, rifiutando di accondiscendere ad una femminilità non scelta e imponendo il proprio piacere, sciolto da finalità procreative e inibizioni convenzionali (scorre lungo il ponte sottile tra il raccapriccio e il desiderio la scena in cui una delle protagoniste sceglie di sostituirsi all’altra in un lungo atto fisico di sottomissione ai due uomini e lentamente cede ai sussulti di un piacere voluto che smette di essere subito). Ci sono uomini dispersi nella ricerca dell’altro da sé che provano a strapparsi di dosso quella pelle che ancora ne impedisce il riconoscimento e lo svelamento dell’io. E c’è la danza, c’è il contatto tra corpi che si sfuggono, che lottano e che si fondono, mostrando l’unica alternativa possibile per individui che vivono un corpo fatto di desiderio e senso.

Benché non tutto, in Asobi Adult game, sia infine proposto come assoluta novità (e in questo caso ci scopriamo ancora una volta stupefatti della modernità creativa del nostro Enzo Cosimi che già trent’anni fa con Calore travolgeva con simili sottili provocazioni la scena teatrale internazionale), troviamo coinvolgente il viaggio scenico di Kaori Ito che, con estrema eleganza e cura dei particolari, dipinge un quadro di conturbante fascino senza mai scivolare nel più esplicito (e banale) erotismo a cui il titolo velatamente riconduce ed esaltandone piuttosto la poesia in un’intensa e commovente ricerca di unione”.

Scheda spettacolo: http://www.auditorium.com/eventi/5686638

Calendario Equilibrio 2014: http://www.auditorium.com/eventi/festival/5613156

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