“生长genesis” : nascita e morte per Yabin Wang e Sidi Larbi Cherkaoui

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“生长genesis” : nascita e morte per Yabin Wang e Sidi Larbi Cherkaoui

Il lavoro del direttore artistico Cherkaoui apre Equilibrio 2014, Festival della nuova danza.

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Cerimonia d’apertura tra asettiche trasparenze e manie antropometriche per Equilibrio 2014, Festival della nuova danza. Torna in Oriente Sidi Larbi Cherkaoui, a cercare di nuovo gli esiti e le direzioni di una contemporaneità in viaggio e a rischiare sul bilico di una creatività in trasformazione. E paradossalmente, divide giudizi e opinioni il lavoro di un artista che da sempre professa l’extralinguistica unione di filosofie e culture agli estremi. Difficilmente nascondono, gli applausi e gli entusiasmi di un pubblico affezionato, le espressioni solitarie di perplessità e disagio di fronte ad un lavoro di scontri tra eziologia e creazione, scienza e natura, passato e futuro. Ma a chi crede che il titolo della coreografia genesis sia sufficiente a rappresentarne le intenzioni, Monsieur Cherkaoui riserva inconsueti risvegli e contraccolpi di riflessione.

Risponde nuovamente, il belga Sidi Larbi, al richiamo di ideogrammi d’oriente che dipingono racconti sulla pagina bianca come corpi che danzano sul palcoscenico del mondo. E sembrano tappe di avvicinamento al sole, gli studi di Cherkaoui tra i monaci guerrieri del tempio Shàolín (Sutra, 2008) e le visioni manga giapponesi di TeZuKa (2011); tracce di spontanea attrazione tra l’uomo occidentale e l’est della terra, tra le confusioni dell’ovest e le meditazioni orientali, tra le modernità che corrono e le tradizioni che danzano. Il rito d’unione con l’artista cinese Yabin Wang non poteva che compiersi nel lavoro dei contrasti, nell’esplorazione delle fusioni, nella riscoperta delle origini dell’uomo e dei mondi.

E così si mescolano, nomi e fisionomie, in un’opera comune, in cui Wang e Cherkaoui intrecciano anime e danzatori, idee e movimenti, linguaggi e visioni. Danzatrice di straordinaria flessibilità e apprezzata coreografa, Yabin Wang è artista poliedrica e multitalentuosa, acclamata in Cina e conosciuta nel mondo (nota anche per la danza dei tamburi nel film di Zhang Yimou La foresta dei pugnali volanti). Direttrice artistica della compagnia Yabin and Her Friends, è stata lei ad invitare Cherkaoui a condividere il progetto di 生长genesis a Beijing. Da qui, l’idea di un’inedita combinazione di stili tra ballerini Eastman e Yabin Dance Studio (tre danzatori di Wang e tre di Cherkaoui) per l’elaborazione di un tema condiviso e parallelamente declinato.

Scorre su un palcoscenico di cubica e bianca capienza, il plexiglass di scatole scomponibili tra i neon intermittenti di corridoi ospedalieri e i camici inquieti di medici senza volto. Misurano, con i guanti del raziocinio, il tempo, lo spazio e i contorni dell’uomo, alla ricerca di segni e certezze tra i confini del corpo. È nella non-natura di simili ambienti che nasce e muore la vita, in una coincidenza singolare d’inizio e fine che non può non stridere con la naturale sostanza a cui l’uomo pure appartiene. Ma dura poco l’algido cerchio di una vita sezionata e manomessa perché resta di fondo un principio di unione universale a congiungere le radici e i rami di un’umanità che sopravvive al tempo.

E così lasciano, Cherkaoui e Wang, che l’unione si veda e si senta in una penetrazione impalpabile tra i corpi e in diretto contrasto con i solidi scontri della materia. Ritroviamo in 生长genesis le architettoniche evoluzioni coreografiche del miglior Cherkaoui che sempre sapientemente esplora le dimensioni di un microcosmo scenico strabordante di rappresentazione ma, scivolando su tendenze didascaliche poco dissimulate, sentiamo a tratti la mancanza di quel denso sostrato di significati che faceva di Puz/zle (2013) un capolavoro di estetica e senso. Si avverte in scena l’entusiasmo di una collaborazione desiderata e compiuta, ma nasce talvolta il dubbio che la produttività dello scambio abbia avuto più un effetto di crescita personale e interiore per gli autori che un risultato creativo esteriore. Per quanto la fusione delle compagnie risulti meravigliosamente armonica, restano visibili distanze stilistiche incolmabili che non sempre premiano l’audacia dell’impresa.

Ma chi, come noi, ama l’inconfondibile gesto di Cherkaoui, ritroverà anche in 生长genesis la traccia di quella prolungata e appagante estasi di movimento e forma che rende il giovane belga uno dei migliori coreografi contemporanei sulla scena internazionale. Splendido l’accompagnamento musicale dal vivo con il pianoforte di Barbara Drazkowska, lo strumento a percussione indiano mridangam di Manjunath Chandramouli e la musica elettronica di Olga Wojciechowska. Perfette le luci di Willy Cessa sulle plastiche trasparenze scenografiche di Kedong Liu e sulle onde morbide dei costumi di Li Quing. Eccellenti come sempre i danzatori di Eastman (Elias Lazaridis, Johnny Lloyd, Kazutomi ‘Tsuki’ Kozuki), maestri di potenza leggera e dinamismo quieto.

Durante la serata è stato consegnato il Premio Equilibrio 2014 a Manfredi Perego (Grafiche del silenzio) per la miglior coreografia e ad Irene Russolillo (Strascichi) come migliore interprete. Inoltre, Adolphe Binder, direttrice artistica della Göteborgs Operans Danskompani, ha ufficialmente invitato Annamaria Ajmone ([In]Quiete) a partecipare ad un progetto della compagnia.

Calendario Equilibrio 2014: http://www.auditorium.com/eventi/danza

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