12 anni schiavo. Steve McQueen scava nelle ferite dell’America pre-Guerra Civile

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12 anni schiavo. Steve McQueen scava nelle ferite dell’America pre-Guerra Civile

12 anni schiavo. Steve McQueen scava nelle ferite dell’America pre-Guerra Civile

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La storia dell’umanità non è composta certo di sole imprese virtuose, anzi, a ben vedere le pagine nere sono purtroppo in numero molto superiore alle stime del peggiore dei pessimisti. Ancora oggi, come documenta l’operato di Amnesty International, le condizioni di vita di una parte considerevole della popolazione mondiale sono assimilabili a quelle degli schiavi negli Stati Uniti del Sud fino al 1865.

Con queste premesse diviene facile comprendere la rilevanza su un piano storico-sociale della realizzazione di 12 anni schiavo, film con il quale Steve McQueen porta sul grande schermo la drammatica storia di Solomon Northup, vittima reale di un incredibile storia vera di schiavismo negli Stati Uniti della prima metà dell’ ‘800.

Abile e apprezzato violinista, Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor) è un uomo di colore che vive con la sua famiglia a Saratoga, nello Stato di New York. Ingannato da dei finti agenti di spettacolo, viene rapito e venduto come schiavo in Louisiana, dove, cambiando 3 volte padrone, sarà costretto a rimanere 12 anni, privato della propria identità, della propria famiglia, della propria libertà e della propria dignità di uomo.

Nel corso delle oltre due ore che compongono il film, lo spettatore si trova immerso in una fedele ricostruzione delle condizioni di vita degli schiavi nell’America pre-Guerra Civile, con tutti gli orrori, la malignità e l’insensatezza che contraddistinse la vita della popolazione di origine africana negli Stati del Sud. McQueen non edulcora nel descrivere quelli che oggi sarebbero riconosciuti apertamente come crimini contro l’umanità e segue da vicino il protagonista in tutto il suo percorso, costellato da incontri che lo condizioneranno, nel bene e nel male, fino all’epilogo.

Il cast chiamato ad interpretare il film è di alto livello e, oltre al protagonista, probabilmente il meno noto al grande pubblico, annovera star come Brad Pitt, Michael Fassbender, Dominic Cumberbatch, tutti al servizio di una messa in scena che segue i tempi lenti del duro lavoro nei campi, della solitudine e della frustrazione cui è costantemente sottoposto Northup. Se molto ci viene detto del protagonista grazie ad intensi ed indugiati primi piani, McQueen si muove al limite del documentaristico nel racconto delle vicende: 12 anni schiavo è un film che colpisce sul piano emotivo, ma lo fa senza drammatizzazioni, si limita a mostrare ciò che è stato, lasciando alla coscienza del singolo il tirare le inevitabili somme.

12 anni schiavo non è un film per tutti, non nei termini in cui si potrebbe parlare di un blockbuster. È un film importante per le tematiche trattate e per la crudezza con le quali mette lo spettatore di fronte a responsabilità che sono di tutti, perché va a toccare la più intima essenza della natura umana e del riconoscimento dell’altro. È un film che andrebbe visto in termini pedagogici e civili, che dimostra una volta di più come il cinema sia in grado di sensibilizzare su temi di rilievo universalizzando la storia di un singolo, ma certo non è un film che consiglieremmo per un paio d’ore di distrazione.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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