L’incontro con Laura Trent: ”non solo musica, anche lotta sociale”.

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L’incontro con Laura Trent: ”non solo musica, anche lotta sociale”.

“Fourgive, fourget and fourzine 🙂 with love and happiness!”. lauratrent0-592x334È così che Laura Trent saluta i lettori di Fourzine, voce italiana nata da genitori italiani a Chicago, Illinois. Una propensione per la musica che si sviluppa fin da subito, fin da quando le viene regalata una chitarra, con cui realizza nel 1989 il suo primo singolo, A Kind Of Feeling. Non si può di certo dire che in Italia non esistano progetti o artisti che si facciano valere, ma a volte quella ripetitività “tutta pop” e quel bisogno di essere commerciali, ci portano a tutti i costi ad aderire a certi modelli e a certi cliché. Non è lo stesso per Laura Trent, che alla nostra domanda se condivide la visione della musica italiana come un fatto ripetitivo ci dice:“La vera musica oggi bisogna ricercarla in internet perché la tv e le radio in Italia propinano troppo spesso cliché e non esistono altre vetrine se non Amici ed Xfactor e poche altra trasmissioni”.

Nel brano Emily, canti una frase che recita: “Ti sei mai chiesto perché la vita è così fredda?”. Tu pensi che lo sia veramente?

La vita non è fredda in generale, ma penso che, sì, ci siano dei momenti in cui psicologicamente sei debole, magari per qualcosa che ti è accaduto, e tutto si blocca, diventa di ghiaccio.

Sempre parlando di Emily, racconti la storia di una donna che ha subito una violenza da parte di un uomo. Senza entrare troppo nel personale, ti è mai successo di subire una violenza non fisica ma morale? Qualcosa che ti viene tolto?

Si, senz’altro, anche più di una volta. Soprattutto per quanto riguarda la violenza psicologica e non solo a me ma anche a molte donne che ho intorno e di cui ho sentito i racconti.

Perchè tratti questa tematica nel tuo brano?  Solitamente viene cantato l’amore o la sofferenza, ma non in questi termini.

Quando scrivo le mie canzoni, esterno artisticamente qualcosa che provo dentro, che non è solo frutto delle mie fantasie bensì di una sensazione reale. Non piloto le mie creazioni, esse vengono fuori evidentemente per un bisogno profondo di esprimere quello che a volte io stessa non riesco a rintracciare. Forse perché è sotterrato nel mio subconscio o forse perché si tratta di un processo catartico.

Raccontaci un po’ di questo progetto discografico.

Parlerei piuttosto dei molti progetti che ho tra le mani, accomunati da un unico tema: la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Mentre scrivevo questi brani, per necessità ma anche con la consapevolezza di sentire il bisogno di migliorare la società in cui viviamo, “All on Board” è diventato qualcosa di più di un album. Musica, teatro, video, informazione, hanno cominciato ad intrecciarsi. Quello che é accaduto é molto emozionante per me: dalla registrazione del video di Emily tra Roma, Venezia e Berlino, alla partecipazione allo spettacolo teatrale “Labirinti del male” con le mie canzoni.  Portare all’estero le mie creazioni é qualcosa che mi entusiasma profondamente come artista e come donna.

Emily e alcuni brani del tuo album All On Board faranno da colonna sonora allo spettacolo teatrale diretta da Luciano Garofalo. Parlaci un po’ di questa collaborazione: com’è nata? Sei emozionata all’idea di cantare alcuni tuoi brani durante lo spettacolo?

Emily è il brano portante della colonna sonora del progetto “Labirinti del male”  di Luciano Garofano e Alessandro Molinari. Madman e Beyond saranno brani che canterò a fine spettacolo in veste acustica. La prima sarà il 19 gennaio al Teatro delle Api, in provincia di Fermo. Il mio incontro casuale con Luciano è stato determinante per me,  e riguardo alla costruzione del progetto teatrale, sono onorata di fare parte di tutto ciò come donna in primis e poi come artista.

Il tuo è di fatto un “concept album”. Pensi che in Italia ci sia futuro per questa tipologia di lavori discografici?

Penso che la macchina discografica dovrebbe aprire le porte ad ogni esperienza artistica perché, soprattutto con la tecnologia di oggi, la musica parla a moltissimi e non bisogna più ragionare in termini di mercato “nazionale” ma di tanti mercati di nicchia.

Con chi ti piacerebbe collaborare, quel tuo sogno nel cassetto?

Dirò la verità, in questo momento “All on board” mi sta dando grandi soddisfazioni e penso che dipenda dal fatto che sono stata molto sincera. Questo mio album è impegno sociale. Mi legherei a qualunque artista che condivida questo progetto, perché credo che più siamo più la nostra voce arriva in alto.

Quali sono i tuoi programmi? In che modo vorrai dare voce alla tua voce e farti posto in questo settore?

Ora voglio stare a contatto con il pubblico, voglio che la mia voce cominci a viaggiare. Sto programmando un tour durante il quale mi esibirò in unplugged girando teatri e locali.

Un saluto per i lettori di Fourzine? =)

Fourgive, fourget and fourzine 🙂 with love and happiness! Laura

 

 

 

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Gabriele Palella
Gabriele Palella
Milanese, giovane ma già competente in quella che è la sua più grande passione: la musica. Milano. Lavora, compone e produce brani, scrive e partecipa a numerosi e diversi eventi a Milano e dintorni. Di sé dice: "credo in quello che faccio, spinto dalla bellezza e dalla forza della musica che unisce, crea, intrattiene ma, soprattutto, insegna. Io ci credo a questa forza...e voi, in cosa credete?"

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