Étoile nel cielo di Roma: Eleonora Abbagnato all’Auditorium Parco della Musica

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A cura di Daniele Cipriani, “Eleonora Abbagnato e le stelle dell’Opéra di Parigi”, 26 gennaio.

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Più delle luci della notte romana, splenderanno le stelle del migliore dei teatri possibili.

L’Opéra di Parigi porta in scena se stessa, creatura magnifica e duplice che onora il balletto e nutre la modernità, rispetta la tradizione e inventa il contemporaneo, omaggia le proprie glorie e scopre i propri talenti.

Orfani di intere stagioni teatrali brutalmente cancellate, reduci da festival estivi programmati in forma ridotta, è con speranza e conforto che accogliamo la presentazione di una serata di grande danza a cura di Daniele Cipriani (al quale si deve, del resto, il successo dell’elegante “Tributo a Rudolf Nureyev” dello scorso 27 Luglio, all’Auditorium Parco della Musica).

Il programma del gala  Eleonora Abbagnato e le stelle dell’Opéra di Parigi promette una notte di bellezza e personalità, passione e tecnica, novità e ricordo. Grazie alla Fondazione Musica per Roma, il 26 gennaio, il pubblico italiano si lascerà illuminare dalla propria stella: Eleonora Abbagnato, per una sera, tornerà solo nostra da quel mondo di divinità danzanti che l’adottò bambina e ne rivelò l’adulto splendore.

Sinuosa, raffinata e bellissima, Abbagnato non cela, in conferenza stampa, il fanciullesco entusiasmo che da sempre la contraddistingue sul palcoscenico della vita e della professione. La tranquilla musicalità di una cadenza siciliana orgogliosamente conservata si accende tra i guizzi di una pronuncia francese accattivante e perfetta: toni di un’anima giovane e fiera, tenace e determinata, solare e onesta. Con passione ci racconta dei compagni di studio, degli amici di sempre, dei ruoli prediletti, dei viaggi, della famiglia, del futuro.

Colleghi eccellenti la accompagneranno in una serata di grandi coreografi (John Neumeier, Angelin Preljocaj, William Forsythe, Jerome Robbins) e nuovi autori (Jérémie Bélingard, Nicolas Le Riche): Aurélie Dupont, Clairemarie Osta, Benjamin Pech, gli stessi Jérémie Bélingard e Nicolas Le Riche, la coppia Oleksandr Ryabko e Silvia Azzoni (dal Balletto di Amburgo), Roman Lazik (dall’Opera di Vienna) e Alessandra Amato (prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma).

La serata proporrà le diverse declinazioni del balletto del Novecento. La narrazione di Neumeier incontrerà il più tagliente Forsythe e il più sensuale Preljocaj, il classico incontrerà il contemporaneo; tutto in perfetto stile Opéra. Conferma Abbagnato: “Si tratta del più grande teatro al mondo proprio per questo motivo. La nostra direttrice (Brigitte Lefèvre) ci ha formato su questo genere di repertorio, classico, neoclassico e contemporaneo. É stata una grande fortuna per me aver potuto apprendere tutto questo. Nella serata del 26 gennaio, si uniranno grandi ètoiles e diverse generazioni; Forsythe e Neumeier hanno creato i passi a due in programma per noi. La Dama delle camelie è uno dei miei ruoli preferiti e l’ho sempre danzato con Benjamin Pech. Nicolas Le Riche è stato partner di Sylvie Guillem in tutto il mondo ed è al suo fianco che sono stata nominata étoile (nel marzo 2013, al termine dello spettacolo Carmen di Roland Petit). É una serata importante, con grandi artisti e amici che rispetto molto. Siamo ormai una famiglia. É giusto che il pubblico romano sappia che non eseguiamo e non siamo solo repertorio classico. La nostra direttrice ha inoltre concesso a molti la possibilità di creare coreografie. Questo è bello e anche rischioso. La fortuna di essere nell’Opéra è anche questa. Lo stesso Jérémie Bélingard è stato spesso segnalato e stimolato alla coreografia da Roland Petit. Abbiamo bisogno di giovani autori”.

A proposito del danzare Forsythe: “É classico, ma è estremo. Richiede forza, rapidità, musicalità. Bisogna adattarlo alla propria sensibilità. In sala si è dedicato a noi totalmente, questo è molto bello ed efficace, anche perché Forsythe chiede l’estremo ma vuole anche vedere qualcuno che lo ispiri. I grandi coreografi scelti per il programma sono perfetti insieme, quasi complementari, e sono il massimo nella danza. Danzando Neumeier ti senti felice di emozionare il pubblico e di rivivere il ruolo in scena. Forsythe dona energia alla danza e alla scena”.

Daniele Cipriani, curatore della serata, spiega i criteri di scelta del programma: “Volevamo fornire una visione delle creazioni originali per la compagnia e anche dei grandi balletti del Novecento. Per il pezzo In The Night di Jerome Robbins la musica sarà eseguita dal vivo, al pianoforte, da Enrica Ruggiero; per La Dama delle camelie di John Neumeier, al pianoforte ci sarà Daniele Buccio; in questa coreografia, tra l’altro, danzerà un’altra stella italiana, Silvia Azzoni: resta uno dei nostri obiettivi principali quello di riportare al pubblico italiano gli artisti italiani già famosi nel mondo”.

Eleonora Abbagnato, a proposito della popolarità acquisita in Italia anche grazie ad un uso intelligente e misurato della televisione e del cinema aggiunge: “Un artista può fare anche questo. E meno male, così almeno si parla di danza e con i giovani. La televisione è divertimento ma è utile per parlarne. Sono stata criticata  da alcuni e apprezzata da altri per la mia partecipazione ad un programma (Amici) ma, personalmente, apprezzo Maria De Filippi che è una vera appassionata di danza e del talento. Tengo molto anche al Premio Roma per gli stessi motivi; è un peccato perdere i nostri ballerini migliori, i nostri teatri dovrebbero avere più stelle. Dunque penso che anche il mezzo televisivo sia infine utile per attirare curiosità sulla danza. Io sono stata ‘scoperta’: avevo 11 anni e Roland Petit cercava a Palermo la piccola Aurora per ‘La Bella Addormentata’, mi ha scelto e sono partita. Ha visto certamente il mio talento ma soprattutto la grande voglia di lavorare che possedevo. Poi mi sono lasciata ispirare dai più grandi ballerini del mondo, Carla Fracci, Michail Baryshnikov, Natalia Makarova (dei quali guardavo in continuazione i video). Il distacco dalla famiglia a 11 anni non è stato facile e il lavoro è stato intenso. Si rinuncia a tutto e poi si cerca di creare una propria famiglia. Conciliare tutto non è facile (Roma, Parigi, Palermo), è frenetico ma è esattamente quello che volevo. Mia figlia mi dà l’energia di cui ho bisogno per ballare e quando sei madre pensi meno a te stessa (cosa che invece i ballerini sono abituati a fare)

Riguardo ad un possibile futuro a Roma: “In futuro, forse, ci fermeremo…ma ho anche altri sogni. Mi piace il Teatro dell’Opera di Roma, ho un buon rapporto con la città e con i ballerini, ho sempre ricevuto ottima accoglienza qui. Certo, abbiamo bisogno di una compagnia che rientri di diritto nei libri di storia della danza. Ultimamente siamo un po’ tagliati fuori. Questo è per me un sogno. Magari, anche, avere un giorno una mia compagnia. Ci vuole molta forza di volontà. Porterei sicuramente qualcosa di nuovo, soprattutto facendo ballare e formando i giovani. Trovo che manchi in Italia la figura del Maestro di Ballo che davvero formi i giovani, una squadra che li segua. Io li seguirei nei ruoli che ho danzato, ricordando e trasmettendo le parole dei grandi coreografi che ho conosciuto. La situazione che vedo nei teatri italiani è critica. Mi dispiace per quello che accade a grandi realtà  come Firenze, Palermo, Roma. Conosco molti ballerini e talenti. Spero sulle novità ma intanto c’è da stringere i denti, collaborare e cercare di fare qualcosa tutti insieme”.

Informazioni sulla serata del 26 gennaio: http://www.auditorium.com/eventi/5656481

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