Un boss in salotto – Luca Miniero

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Un boss in salotto – Luca Miniero

Miniero ancora tra Nord e Sud

un boss in salottoPapaleo-Cortellesi-Argentero è lo strano ma vincente trio del cinema d’inizio anno. Bellezze maschili alle estremità dove spicca la bravura di Paola Cortellesi, è lei il vero “boss” della trama. Attorno alla sua interpretazione girano i profili maschili. L’ex gieffino è nella parte del consorte inebetito mentre il pupillo di Pieraccioni si atteggia a “boss” della camorra. Nel tentativo disperato di parlare napoletano Papaleo si fa tradire invece da un forte accento lucano-pugliese. Ottima invece la pronuncia della Cortellesi. Decisa, determinata nel ruolo. E’ Cristina. Una donna meridionale trapiantata in un piccolo centro del Nord dove è finalmente riuscita a costruirsi una vita e una famiglia perfette, insieme al marito, Michele Coso (Argentero), e ai loro due figli. Michele è un marito devoto, che aiuta la moglie, mettendo il grembiulino e facendo le pulizie di casa. Un aspetto che susciterà le risa di Ciro, il cognato galeotto. Nelle campagne pubblicitarie non ha fantasia né bravura ma si impegna nel trovare la formula giusta per i consumatori, sebbene, con scarsi risultati. Un giorno Cristina è convocata in Questura, pensa ad una multa. Scopre invece, che suo fratello Ciro – che non vede da 15 anni – è implicato in un processo di camorra e ha chiesto di poter trascorrere gli arresti domiciliari a casa sua. Almeno fino al processo. Cristina suo malgrado accetterà e da quel momento i suoi piani e l’ordinatissima routine dei Coso verranno letteralmente sconvolti dall’arrivo dello zio Ciro, un tipo tutto tatuaggi, catene d’oro e poco abituato alle buone maniere. Cristina, trasferendosi al nord, ha voluto mettere da parte il passato di una famiglia troppo semplice ed ordinaria, ha un solo chiodo fisso: evolvere la propria situazione sociale, agganciare nobildonne con le quali entrare nei giri giusti. Un’ambizione che porterà allo sfascio la famiglia.

Per la regia di Luca Miniero, che lega il suo nome a “Benvenuti al Sud”, “Un boss in salotto” apre l’anno cinematografico italiano. Nel cast anche Angela Finocchiaro, Marco Marzocca e Alessandro Besentini, l’Ale di Ale e Franz ma pure i piccoli ma bravissimi Lavinia de’Cocci e Saul Nanni (ora impegnato nelle riprese di una fiction Rai) che interpretano i figli dei “Coso”. Lavinia è Fortuna la bimba sveglia dei Coso, le piace la danza ma detesta il tutù. E’ stata la sua prima volta in un film, scelta da un casting svoltosi a Milano.

Da segnalare pure la partecipazione simpatica dei napoletanissimi “I Ditelo Voi” nella parte dei testimoni che scagioneranno il “pesce di cannuccia” Ciro, che in realtà non è un camorrista ma gli piaceva farlo credere per costruirsi una sua appartenenza nella società. Girato in 8 settimane fra Bolzano, Merano, San Candido e Roma.

“Rocco in scena è molto divertente, riesce ad esasperare il personaggio senza mai diventare una macchietta, nemmeno in situazioni assurde – spiega il regista – di Luca Argentero si può solo parlare che bene, diventa sempre più bravo ma rimane umile. Angela Finocchiaro per me è una sorta di attrice-feticcio”.

Il film è prodotto da Cattleya in collaborazione con Warner Bros. Entertainment Italia, distribuito da Warner Bros. Pictures. Una commedia familiare per chi ama il divertimento e la riflessione e per chi, sentendosi fuori dalla società, si illude che essere qualcun altro potrebbe migliorare il proprio status. Tolta la maschera, però, si soffre più di prima.

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