Top 12 2013 – I dischi e la musica più belli ascoltati quest’anno

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Top 12 2013 – I dischi e la musica più belli ascoltati quest’anno

Da Macy Gray ai Deafheaven, la musica migliore dell’anno mese per mese

Bob_Dylan-TempestTempo di classifiche anche su Four Magazine. I migliori dischi e la migliore musica dell’anno. O meglio: non i dischi più belli del 2013, ma quelli migliori ascoltati durante l’anno, quindi anche quelli che sarebbero dovuti essere nella classifica passati ma ascoltati con ritardo. E nemmeno una classifica di merito, ma scelti mese per mese.

Gennaio

CoveredMacy Gray. Non si adagia non si adagia su canzoni storiche né sul bagaglio musicale di Gray, ma indaga nei meandri delle composizioni, nei risvolti sonori, nei timbri meno immediati. E da grande interprete riveste ogni canzone della propria personalità e del proprio talento.

Febbraio

FantasmaBaustelle. Una sorta di kolossal musicale. Se per consolidare e accrescere il valore, molte band e artisti (Muse nel bene o Coldplay nel male) puntano ad allargare la fruibilità e lo spettro del proprio target, i Baustelle invece scelgono la via impervia del disco concettuale, degli arrangiamenti raffinatissimi, del pop inteso come forma mentis e non come ritmi accattivanti. Tanto di cappello, e occhi sempre un po’ lucidi.

Marzo

Blues Funeral – Mark Lanegan Band. La voce spettrale e magnetica, il suono che scegliendo le vie dell’elettronica ben temperata diventa algido e vincente, il carisma di un’artista ma anche l’ispirazione alle sue vette più alte. Un grande musica che concentra stralci di grande musica.

Aprile

TempestBob Dylan. Forse il disco dell’anno. Le radici folk più ruspanti, il cuore del cantautorato americano, la voce sgraziate che racconta un mondo e un pugno di canzoni non di rado magnifiche. Ancora un centro. Pieno come poche altre volte.

Maggio

Ghost on GhostIron and Wine. Un disco incredibile, rock alternativo e folk che ballano con il jazz e con il retrogusto del funk, non suonando mai come omaggio retro ma come via per una contemporanea musica d’autore in cui la classe non sia mai spocchia.

Giugno

MuchachoPhosphorescent. Tra i grandi album dell’anno, un viaggio quasi psichedelico nelle potenzialità del folk, del country alternativo e del rock indipendente. Grandi composizioni e una cura dei suoni straordinaria.

Luglio

KveikurSigur Ros. Un disco composto da quanto di più vicino a canzoni rock che i Sigur Ròs abbiano mai composto e che la dimensione dal vivo illumina di sfumature in cui gli angoli e le asperità si aprono alla meraviglia tipica della band. Un disco inquieto e bellissimo.

Agosto

EccoNiccolò Fabi. Una delle prove più intense e vibranti del cantautore, che sa toccare le corde dell’ironia e dell’intima disperazione con naturalezza, talento, sapiente uso di suoni e voce.

Settembre

Allelujah! Don’t Bend! Ascend! Godspeed You! Black Emperor. Oltre il rock, oltre il suo dopo, oltre ogni concezione di contemporanea di forma canzone. Un gruppo straordinario che ridefinisce – lo fa da anni – il concetto di musica progressiva e regala un disco di un’intensità strepitosa.

Ottobre

L’ultima thuleFrancesco Guccini. L’addio alle scene di uno dei più grandi cantautori di sempre è il suo disco migliore da molti anni a questa parte. Canzoni in cui lo splendore di parole e voce si compattano in un percorso compatto, fglido seppure più ombroso e giustamente melanconico. Grandissimo Guccini, ora e sempre.

Novembre

StalingradAccept. Uno dei dischi metal dell’anno arriva da una band storica che non sente il peso degli anni, anzi rilancia: se il sound granitico e agilissimo non cambia di molto, l’alchimia del nuovo cantante e le variazioni compositive colpiscono nel segno.

Dicembre

Ex aequo: Slow FocusFuck Buttons/SunbatherDeafheaven

Mi si conceda un pari merito per dicembre: da una parte il gruppo elettronico più innovativo dell’anno, capace di scuotersi con trame apocalittiche ed epiche e una consapevolezza compositiva di grande spessore; dall’altra un folgorante disco che mischia il black metal, l’indie rock e le sperimentazioni elettriche degli ultimi anni. Uno dei modi migliori per chiudere il 2013.

Se volete ascoltare le migliori canzoni tratte da questi dischi, basta cliccare qui.

 

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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