Grandi stelle per i sogni dei piccoli. Roberto Bolle & Friends Gala “I have a dream”

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Giornata mondiale per l’infanzia e l’adolescenza: evento di solidarietà all’Auditorium Conciliazione di Roma.

9391_536628556376505_2053140811_nLa macchina della solidarietà viaggia veloce quando gli obiettivi sono chiari e l’organizzazione perfetta. Qualità, chiarezza e perfezione, che per natura e vocazione appartengono a Roberto Bolle, stella tra le più luminose del balletto mondiale e dal 1999 “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF. Nulla, del resto, più di un’arte trasparente e onesta come la danza si presta alla promozione di messaggi sociali di recente emergenza e moderna precarietà, proprio grazie al sostrato di serietà e dedizione che sempre ne accompagnano la bellezza.

Già da mesi, Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha scelto di affidare ai sogni giovani la speranza in una contemporaneità diversa, in cui non siano più i bambini e gli adolescenti a dover pagare per le mancanze di sistemi asimmetrici: “Ho fatto mia la convinzione che si impara maggiormente dai più piccoli. Perché immaginare, sognare, sperare, sono esercizi che quotidianamente arricchiscono la personalità di ognuno di noi []. Affidarci all’energia dei nostri ragazzi può essere salvifico oltre che intelligente”.

Si comprende, pertanto, l’atmosfera di grande coinvolgimento presente nell’Auditorium Conciliazione di Roma  durante la serata Roberto Bolle and Friends Gala “I have a dream”, in occasione, il 23 Novembre scorso, della Giornata Mondiale per l’infanzia e l’adolescenza: campagna di solidarietà importante, vestita della leggerezza di protagonisti giovani, finalmente liberi di dichiarare il proprio sogno e arricchita della voce di un messaggio nuovo in cui siano, finalmente, le speranze a salvare dal disagio e non i problemi ad uccidere i desideri.

Serata di grande danza, dunque, e di gradevole fruizione anche per i meno tecnici, grazie ad una scelta equilibrata e intelligente di estratti dai più famosi balletti del repertorio classico e di pezzi contemporanei di note eccellenze coreografiche nel mondo e grazie, anche, ad un finale originale d’impatto e sorpresa.

L’apertura morbida e dorata di curve e incastri bigonzettiani (Kazimir’s Colours, musica di Dmitri Shostakovich) trasforma l’introduzione in una sospensione temporale tra bellezza e suono. Accarezzano, le punte sinuose di Elisa Carrillo Cabrera, Principal di Staatsballett Berlin, un suolo avido di contatto e, silenziose, ne ricambiano l’effusione inattesa. Il corpo oscillante e plastico della donna lascerà che la propria onda trovi tregua tra le braccia stabili di Mikhail Kaniskin (Principal Dancer, Staatsballett Berlin), in una ricerca continua e pericolosa di stabilità e aggancio.

Travolge il pubblico la prima esibizione dell’étoile Roberto Bolle nel più noto e difficile dei pas de deux di repertorio classico (Lago dei Cigni, Atto III). Rigore ed eleganza fanno di Shoko Nakamura (Principal, Hungarian State Ballet) un Cigno Nero di straordinaria precisione e garbo che sottilmente seduce e diabolicamente incanta il giovane principe innamorato. Siegfried-Bolle è estasi di leggerezza e volo, connubio di perfezione e classe, equilibrio di lirismo e tecnica.

Due i pezzi di William Forsythe previsti nella serata; passi a due (Slingerland pas de deux, musica di Gavin Bryars e Handel pas de deux, musica di G. F. Handel) in cui ritroviamo, tra  le ricomposizioni di forme accademiche destrutturate, lo stile più tipicamente tagliente e ossessivamente perfezionista del coreografo americano; entrambi eseguiti dall’eccellente coppia Katherina Markowskaja (Bayerisches Staatsballett) e Noah Gelber (ballerino e coreografo, stella internazionale, assistente per numerosi balletti dello stesso Forsythe) che ben sintetizzano l’essenzialità complessa di una ricerca dinamica incessantemente in corso.

Tra i momenti esplosivi della serata, indubbiamente, il passo a due da Carmen di Roland Petit in cui ha brillato, accanto alla nostra étoile, un’altra grande protagonista della scena contemporanea del balletto, la stella Polina Semionova (American Ballet Theatre); suadente figura dai tratti di fuoco, splendida sigaraia dalle punte volitive e amante desiderosa d’animo disperato, Semionova è perfetta in ogni slancio e in ogni fuga, in ogni sorriso e in ogni abbraccio, accanto ad un Bolle appassionato, vigoroso, vibrante.

Calorosissima l’accoglienza per Le Bourgeois (coreografia, Ben Van Cauwenbergh, musica di Jacques Brel), in cui il più che bravo Dinu Tamazlâcaru (Staatsballett Berlin) ha regalato salti e giri di straordinario virtuosismo uniti a notevole teatralità e abbagliante ironia espressiva. Esilarante la parodia dei più tipici vezzi del repertorio classico ne Le Grand Pas de Deux (coreografia Christian Spuck, musica di Gioacchino Rossini) in cui l’ottima Viktorina Kapitonova (Zurcher Ballett) ben gioca il ruolo dell’occhialuta e distratta principessa di turno in fuga da un principe  troppo esigente (divertentissimo Roberto Bolle) e da un passo a due di estenuante fatica tecnica.

La chiusura è, ovviamente, affidata alla stella della serata Roberto Bolle che, nell’assolo Prototype (coreografia Massimiliano Volpini, musica Piero Salvatori, visual effects Xchange VFX), interagisce con la virtuale riproposizione di se stesso, dei più tipici spazi del balletto e delle più consumate parole della tecnica classica. Lo schermo gigante, alle spalle del danzatore, perfettamente si inserisce in una coreografia innovativa in cui Bolle sperimenta su se stesso il passaggio repentino da uno stile all’altro e in cui infine si abbandona alla fluidità intimista di un assolo moderno di grande impatto emotivo.

Grazie ai fondi raccolti nella serata “I have a dream” sarà possibile all’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza allestire la piccola biblioteca per ragazzi nella città di Lampedusa e acquistare il macchinario di riabilitazione ortopedica per l’Ospedale Santobono di Napoli.

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