Quando la storia affascina
Lettere d’amore di Enrico VIII ad Anna Bolena

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Quando la storia affascina
Lettere d’amore di Enrico VIII ad Anna Bolena

“Vorrei che il tempo si facesse breve, ma quello che dovrà passare prima di rivedervi mi parrà molto lungo. Scritto dalla mano di quel Segretario che nel cuore, nel corpo e nella volontà rimane Vostro leale e sicuro servitore.”

Raccolte per la prima volta in un unico volume e tradotte in italiano, le diciassette lettere d’amore che Enrico VIII, Re d’Inghilterra e Sovrano d’Irlanda, scrisse alla ventenne Anna Bolena nel periodo del serrato corteggiamento (tra il 1527 e il ’28) sono la testimonianza diretta di quanto la Storia politica di un regno possa confondersi con gli intimi desideri di un sovrano che non rinuncia ad essere prima di tutto uomo.

Seppur la Storia del conflitto con Roma per lo scioglimento del matrimonio con Caterina a favore dell’unione con Anna e il successivo Scisma Anglicano siano parte del bagaglio culturale dell’umanità intera, il volume edito dalla coraggiosa Nutrimenti, appare sorprendente nel suo mostrare le missive di un uomo innamorato e determinato nella sua passione.

Per quanto la sua interlocutrice resti muta – lettere della Bolena al Re non sono sopravvissute al tempo -, appare nondimeno chiaro quanto ella sappia sapientemente dosare concessioni e ritrosie al suo corteggiatore. L’obiettivo di Anna è chiaro: non sarà l’ennesima concubina di un sovrano sessualmente bulimico, lei entrerà nella Storia da protagonista, cioè come Regina.

E’ così che la Storia così come la conosciamo, si tinge dei colori del pathos e del sentimento, senza tuttavia cadere nell’insidioso tranello che vede la sola voluttà sovrana come forza motrice della questione. Non bisogna dimenticare che a far naufragare entrambi i matrimoni è l’incapacità di mettere al mondo un erede maschio. Significativo pertanto che il regno passi poi ad Elisabetta, figlia di Anna, dichiarata bastarda da suo padre il Re. Elisabetta I, la più grande Regina che l’Inghilterra abbia mai avuto, quella stessa donna di potere che sua madre sarebbe voluta diventare.

Come ben delinea Nadia Fusini nella prefazione antecedente le lettere, in queste vicende c’è molto più che un triangolo amoroso tra un uomo e due donne. Vi è il contrasto più profondo tra il vecchio e il nuovo, tra i valori conservatori rappresentati dalla cattolica Caterina e il proliferare delle nuove idee che iniziavano a circolare in Europa nella prima metà del XVI Secolo e a cui Anna è estremamente sensibile. Forse troppo per la miopia di un Sovrano accecato dai propri desideri, ma abbastanza perché la Storia facendo il suo corso, restituisca un progresso lì dove c’era la volontà di un singolo.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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