“SEE HER CHANGE”: le donne di Yasmeen Godder al Romaeuropa Festival

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“SEE HER CHANGE”: le donne di Yasmeen Godder al Romaeuropa Festival

Al Teatro Palladium di Roma, la coreografa israeliana chiude il REF2013, “the art reacts”.

 SEE HER CHANGE by Yasmeen Godder Photo by Gadi Dagon 2(2)

Sono Yasmeen Godder e sono nata a Gerusalemme”. Un nome, un luogo. Tracce di biografia che illuminano l’espressione di un volto e dichiarano la responsabilità di una scelta. Sussurri ad un microfono che urlano identità e certezze tra i pom pon bianchi e gialli di una femminilità in corso d’opera e trasformazione.

Nel mezzo di un vortice di colori e suoni di donna, Godder infine decide di esporsi, travestendo di vita reale un’autenticità meravigliosamente sopra le righe. In SEE HER CHANGE (in scena al Teatro Palladium, il 23 e 24 Novembre, per REF2013), i fotogrammi veloci di ricordi ed età individuali si sovrappongono ai ritagli di storie e figure universali, in un circo di umori femminili in volontaria mostra e libertà conquistata.

Si può solo “guardarla cambiare”, la donna che vive e risponde alla vita. Tra le domande di un mondo esigente e le aspettative di una storia contraria, corpo e voce cercheranno le forme e le tonalità adattabili ad una soggettività che riconosce appartenenze e rifiuta estromissioni. Senza paura d’eccesso, la donna di Godder sarà clown e gorilla, bizzarra e discinta, incostante e vera, in un palcoscenico di femminilità sgargianti e tinte circensi.

Di Gerusalemme, cresciuta a New York, rientrata a Jaffa, Godder conosce bene il risultato di vite itineranti e di volteggi sul trapezio di un’esistenza d’artista. Esponendo nel corpo l’esperienza di ogni sguardo, lascia che il segreto interiore di mutamenti, paure e sentimenti, deflagri in un anfiteatro senza regola, in cui il migliore dei clown non dissimuli il disagio sottile di una condizione incomoda.

Tra parrucche fosforescenti e nasi rossi, tra ripetizioni di stelle disegnate e canzoni interrotte, tra simboli consumati di sogni adolescenziali e ossessioni adulte, Godder, insieme alle danzatrici Dalia Chaimsky e Shuli Enosh, modifica lo spazio in mille luoghi e moltiplica se stessa in personaggi diversi. L’“illusione Pepper” che trasformava la donna in gorilla, nelle più chiassose fiere americane di un tempo, riesce qui sorprendente e ironico proprio perché mai in scena apparirà il gorilla e sempre invece ci sarà la donna, consapevolmente scomposta, volontariamente inafferrabile.

È la coreografa stessa a suggerire una chiave di senso: “SEE HER CHANGE è un lavoro sull’abilità di ridere di se stesse, sull’essere il clown di se stesse e, anche, sul possedere la propria femminilità, il proprio corpo, sull’essere colei che decide di esporlo e quanto farlo”.

Ricercato, lo stile coreografico di Godder si adatta a corpi, voci, rumori e abiti di danzatrici di grande personalità e tecnica per le quali stabilisce gesti e suoni reiterati che ben ne identificano il segno tra le molteplici evoluzioni gestuali e musicali dello spettacolo. In misurata alternanza di silenzio, espressioni vocali e canzoni, la (volontariamente) schizofrenica scelta musicale sfumerà in quieta unità tematica intorno al mantra di James Blake: “All that I know is that I’m falling, falling, falling” (Wilhelm’s Scream).

La donna di Godder sa di cadere. Guardala mentre cambia per risollevarsi.

Chiusura (almeno per quel che riguarda il programma di danza contemporanea) interessante e coraggiosa, quella del Romaeuropa Festival 2013, in perfetta sintonia con un’edizione votata allo spirito di rivalsa di un’arte che decide di reagire e di farlo con lo stile e l’intelligenza di sempre. Ottima la scelta di accompagnare gli spettacoli al ciclo radiofonico APPENA FATTO (curato da Rai Radio 3 oltre che da REF), in cui il pubblico ha avuto modo di ascoltare intenzioni, visioni e prospettive dei migliori coreografi sulla scena contemporanea internazionale.

Scheda spettacolo: http://romaeuropa.net/it/festival/1345-yasmeen-godder.html

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