Avril Lavigne e il nuovo disco, sempre la stessa musica!

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Avril Lavigne e il nuovo disco, sempre la stessa musica!

Avril Lavigne cover bassa

Avril Lavigne torna sulle scene dopo due anni di scrittura per riprendersi il suo posto sulla scena internazionale. Pubblica per SONY Music il suo nuovo album ,co-prodotto da Lavigne, Chad Kroeger , Martin Johnson e David Hodges (ex membro degli Evanescence) , che porta il suo nome, chiara dichiarazione di intenti che quella dentro al disco è proprio lei. Il suo bel viso con occhioni da panda creati da kili di mascara fa capolino in copertina e ci introduce in uno di quei dischi che non si capiscono.

Intendiamoci, nell’insieme non è un brutto album. A trent’anni Avril ha ancora quella voce potente che le ha fatto guadagnare un posto di rispetto tra le popstar anche se rappresentava il lato ribelle del mondo teen (e le teenager di tutto il mondo la ringraziano per questo). Ma come dice il titolo del singolo di lancio Here’s To Never Growing Up , lei davvero è qui per non crescere mai. Non crescere inteso non solo per le tematiche da lei toccate, sempre canzoncine divertenti stile Girlfriend (ultima sua canzone che ha debuttato in Top10 nel 2007) e ballad su amori andati. Ma crescere anche come artista. Maturare, cambiare, evolversi. Non c’è nulla di tutto questo nel nuovo album , ma rimane sicuramente un album dal piacevole ascolto e che è stato anche accettato bene da critica e pubblico. Altro problema che però trova subito risposta nelle parole della stessa cantante canadese, è che questo è un album del tutto scollegato. Come ha dichiarato a Parade : ” Mi dicevo, Cosa voglio fare per quest’album? Non lo so. Scriverò semplicemente delle canzoni. Quindi mi sono messa, ho scritto un sacco di canzoni , circa 30 e poi ho selezionato queste 13.”. Insomma è chiaro che nemmeno lei sapeva dove andare a parare mentre con i precedenti album Avril Lavigne raccontava una storia che attraverso le tracce si svolgeva e aveva capo e coda, trascinando l’ascoltatore nel suo mondo. Mentre in quest’album non c’è un filo rosso: “Avril Lavigne” si apre con inni alla gioventù e il non voler cambiare mai (Here’s To Never Growing Up, 17, Rock’n’Roll), si passa poi a le canzoni da road trip estivo e risate sulla spiaggia (Sippin’ On Sunshine, Bitchin Summer ) e c’è un intermezzo tecno con Hello Kitty che è davvero inspiegabile. Si parla poi di sesso (Give You What You Likemelodia nuova e accattivante, meriterebbe attenzione, Bad Girl – duetto con Marylin Manson!- e You Ain’t Seen Nothin’ Yet ) e di amore (Falling Fast, Let Me Go) e rottura (Hush Hush e Hello Heartache – entrambe belle, forse Avril doveva concentrarsi sulle ballad.).

Oltre al duetto con la star del rock satanica, c’è una collaborazione che i fan avevano tanto atteso: si tratta di Let Me Go in coppia con il neo-marito Chad Kroeger, frontman dei Nickelback. I due si sono innamorati proprio durante la scrittura di questo pezzo e dal cantare insieme fino all’altare ci sono voluti pochi mesi. L’album merita la sufficienza, riflettendo l’animo di una artista sicuramente nostalgica. Ma il pubblico che la amava ai tempi di Sk8r Boy , Complicated e I’m With You è cresciuto. E così avrebbe dovuto fare anche Avril, che si scorda troppo spesso di avere trent’anni.

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