THE HURTS: Il duo di Manchester ritorna a Londra e si esibisce allo storico Troxy.

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THE HURTS: Il duo di Manchester ritorna a Londra e si esibisce allo storico Troxy.

Hurts-300x225Il giovane duo di Manchester ritorna a Londra  e si esibisce allo storico Troxy, teatro emblematico dell’Est di Londra. Una lunga fila di appassionati circonda il perimetro dell’edificio aspettando di entrare e vedere sul palco la band composta da Theo Hutchcraft e Adam Anderson. Nessuna artista di supporto ad aprire le danze o a riscaldare il pubblico, non vi è alcun bisogno. Tra gli spalti si vedono giovani come adulti, universitari, professionisti e addirittura qualche famiglia con mamma e papà più gasati dei loro figli. Non è lunga l’attesa e alle 20:30 in punto l’Intro risuona e il teatro accoglie le due sagome che pian piano avanzano sul palco. Entrambi si presentano in lunghi cappotti neri con il volto nascosto da un enorme copricapo. La chitarra psichedelica di Adam si illumina nel buio della scenografia sulle note di Mercy mentre il teatro si riempie della voce sensuale di Theo. C’è chi rimane seduto sugli spalti godendosi in comodità le noti della canzone che segue, Miracle, altri invece si dimenano urlando la parole del testo imparata a menadito. Tra le file si notano 40enni dal look gotico e dark, teenagers indie e ragazzine che si lasciano trasportare dalla melodica Somebody To Die For. Gli Hurts riempiono gli stadi di tutta Europa, con qualche data oltreoceano; il loro Exile Tour li vedrà impegnati in oltre 50 tra le principali città europee. In UK hanno un seguito di nicchia che li adora e li segue. Sebben non muovano le masse degne di una Brit-boyband appena sfornata da X Factor, hanno raggiunto presto il successo in patria e oltremanica. Il secondo album è stato pubblicato a 3 anni dal loro album d’esordio, Happiness. Composta da 12 tracce, si caratterizza come un album dal tono corale e dall’identità eclettica come si nota nella canzone che segue, Sandman, dall’arrangiamento incalzante quasi a ricordare influenze di produttori dal calibro di Timbaland. Momenti di euforia sulle note di Cupid si alternano ad istanti più raccolti e ci si lascia avvolgere dai versi cantati sottovoce di The Crow. Lo show dura senza interruzioni per quasi due ore, una ventina di canzoni compongono la track list appagando le aspettativi di chi, come il sottoscritto, li vedeva per la prima volta cantare dal vivo. Il concerto chiude sulle note di Help, l’ultima traccia del loro secondo lavoro di studio e l’ultimo sottofondo di questo sabato sera trascorso in East London in compagnia di Theo e Adam. Ci si avvia verso l’exit con il sorriso in faccia contenti d’aver dimenticato la frenesia della metropoli  e d’aver viaggiato per due ore lontani in compagnia degli Hurts.

Articoli di Antonio Mazzotta

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