Il Cantico di Pietra Terza Articolazione

L’Oroscopo di Glo Previsioni Astrali dal 28 ottobre al 3 novembre 2013
28 Ottobre 2013
Cani sciolti – Baltasar Kormàkur
31 Ottobre 2013

Il Cantico di Pietra Terza Articolazione

Il Cantico di Pietra Terza Articolazione

art3

Il locale in cui si sfociarono era colmo di schermi. Su di essi avatar si muovevano in storie in perpetuo divenire, o ne creavano di proprie, o ancora cercavano giocando il proprio nome. Arnesi armati di sensori mulinavano nelle linee elettriche e rosse, che artisti intrappolavano e riversavano in istallazioni grafiche, sonore e scritte…e da queste ancora gli schermi si nutrivano, in un rimando perfetto e greve come un diorama meccanico steampunk.

Leto avanzava spedito, senza mai girarsi per assicurarsi che Laz lo stesse seguendo.

Periclo, dopo un paio di vigorose deglutizioni, tornò ad incalzarlo: -immagino che Leto ti abbia rifilato la metafora delle sigarette…-

-Sì…non così malvagia…-

-Oh no, ma c’è di meglio…le vedi queste simulazioni? Beh, è lo stesso discorso, solo ancora più veloce…-

-Ma queste simulazioni non posso reggersi sulle regole delle vita.-

-Ma neppure la nostra esistenza può…impariamo per errori, miglioriamo con riprogrammazioni. E’ solo una questione di interfaccia…-

-Di interfaccia?-

-Viviamo in un mondo di canali, Laz, e un giorno, un giorno forse passato, ci dimenticheremo dell’interfaccia: la nostra è già una realtà virtuale, il videogioco è una mimica…è una metavita fattuale, concreta…del resto tutta l’espressione si basa su questo assunto…-

Il ragazzo rallentò e lo guardò, stupito: -voi pensate a queste cose? Vi immaginavo una classica potenza sovversiva…-

-Siamo anche quello…ma portiamo un mondo, dietro. Noi ci dedichiamo al recupero dei grandi racconti, in tutta la loro sensualità, in qualsiasi possibile utopia…chiunque di noi ti dirà questo.-

-E quindi cosa mi attende dopo questo tour? Filosofia?-

-Niente a cui tu possa essere preparato…ma sì, io la chiamo filosofia…-; erano arrivati ad un vicolo cieco, salvato solo da un ascensore, gotico ed in ferro battuto da cui partivano sculture che si perdevano nella notte del soffitto. Leto lo attendeva impassibile al suo ciglio, lanciando occhiate scocciate a Periclo. Questi si fermò, colto in fragrante, farfugliò frettolosamente qualcosa e scomparve.

Laz salì direttamente sul marchingegno. Leto lo raggiunse, e azionò con movimenti meccanici le lancette di un orologio tra l’art déco e una meridiana che occupava l’intera parete di destra.

Presero a salire.

-Andiamo dal capo?-

-No; ci sono stati dei, per così dire, contrattempi…dovremmo soprassedere su alcune fasi, ma almeno velocizzeremo il processo…-

-Ho tutto il tempo del mondo…- rispose ironico Laz. Il che tuttavia era un’osservazione seria. Dietro c’era solo un passato padre di qualche criterio, al massimo un intento.

-Ma il mondo non ha tutto il tempo per te…il coraggio deve essere continuamente alimentato.-

Laz non rispose.

Ascesero per molti giri da lancette, senza parlare. Stranamente Laz non si sentiva a disagio, di solito i silenzi non sapeva gestirli; è che in pochi rispettano il mutismo, e quanto il mutismo può dire. Ma arrivarono. E il verde inondò i suo occhi, e vi guardò dentro.

C’erano colline, colline sommerse di salici color smeraldo. Una terra inesplorata, da dinosauri famelici e uomini fuori luogo. Ma l’uomo si trova a proprio agio ovunque. Scoppi di frastuono tamburellavano su un silenzio assoluto.

Comments on Facebook
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

Comments are closed.