Mechanical Bull – Kings of Leon

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Mechanical Bull – Kings of Leon

Mechanical Bull, sesto album della band americana cerca suoni popolari e mainstream dentro una formula rock ‘n’ roll. Piacevole senza troppi sussulti.

Kings-of-Leon-Mechanical-Bull-2013-1200x1200I 4 Followill tornano alla ribalta: Mechanic Bull, titolo che riecheggia i fine settimana del Tennessee tra birre e tori meccanici, è il 6° album dei Kings of Leon, band familiare di rock sudista che con il nuovo album si apre sempre di più al mainstream, alle venature pop e al sound perfetto per stadi e radio. Un disco che parte da ZZ Top e Lynyrd Skynyrd e arriva a costeggiare fenomeni rock contemporanei ma meno duraturi, come Band of Horses, che non riesce sempre ad amalgamare il gusto del suono live alle complessità della produzione sempre più raffinata. Aperto dal primo singolo Supersoaker, in cui le chitarre melodiche e il ritmo veloce occhieggiano al brit pop contemporaneo, Mechanical Bull è un disco d’impatto e e freschezza, che punta sulla voce accattivante di Caleb prima che sulla composizione: ne sono prova gli altri due singoli: Wait for Me, dai suoni più densi e cupi con chitarre vicine alla new wave dark, e Temple, rock ‘n’ roll dal retrogusto indie che punta al ballo al canto. Un disco piacevole e onesto, anche se un po’ inconsistente e semplice, in cui il meglio viene, oltre che dal brano d’apertura, dall’energica Don’t Matter e da Work on Me, delicata e sognante. Mechanical Bull ha il difetto di guardare troppo a una scena, di orecchiare a suoni ormai metabolizzato, ma tolto questo è un disco più che dignitoso che saprà scaldare il suo pubblico.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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