Big Tv – White Lies

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Big Tv – White Lies

Il 3° disco dei White Lies prosegue imperterrito e senza variazioni sulla scia del revival new wave e post-punk. Funziona, ma forse urge un rinnovamento.

White_Lies_Big_TV_coverTre dischi in 4 anni significa grande creatività e anche battere il ferro finché è caldo. Sicuramente nel caso dei White Lies sono vere entrambe le ipotesi, visto che dall’esordio del 2009 hanno macinato singoli, dischi e concerti fino ad arrivare a Big Tv, disco che li consacra ma allo stesso tempo li mette all’erta, perché il sound riconoscibile e preciso, ormai definitivo come lo ha definito lo stesso bassista Charles Cave è a forte rischio fossilizzazione.  E non per l’incapacità di comporre buone canzoni, tutt’altro, ma perché lo stampo di riferimento, ossia il post-punk e la new wave anni ’80 sono un campo da gioco molto sdrucciolevole se non si sa reinventare.
Fin dall’apertura con la title track, la terza fatica dei White Lies pare non volersi muovere di un passo: chitarre effettate basso e batteria rombanti sorretti dall’elettronica e dalle tastiere sintetiche, l’ombrosa voce di Harry McVeigh cantare melodie più accurate. Il primo singolo There Goes Our Love Again sembra una B-Side dei Simple Minds e così di questo passo. Big Tv funziona, come dimostrano Getting Even – brano disponibile in free download – con il ritmo sinuoso e il ritornello trascinante, o Change, secondo singolo, lento delicato e tenebroso a un tempo, ma i punti di domanda restano se First Time Caller parte come un pezzo di Antonello Venditti e se pare che le 10 canzoni siano un unico brano con poche variazioni. Il rischio è quello di prendere la china dei Killers, con la differenza che i White Lies sembrano volersi prendere sul serio.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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