“Dodici” Zerocalcare e le invasioni zombie!

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“Dodici” Zerocalcare e le invasioni zombie!

Dodici di Zerocalcare

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Zerocalcare è ormai un’istituzione, una figura di riferimento per un vasto pubblico che lo segue sulla rete, sulle riviste con cui collabora e per mezzo di Bao Publishing, che ne ha saputo intuire l’enorme potenziale.

“Dodici” è il quarto volume edito per la casa editrice del cagnolino Cliff, dopo i successi de “La profezia dell’Armadillo”, “Un polpo alla gola” e “Ogni maledetto lunedì (su due)”.

Sulla scia della moda del momento, Zerocalcare sfrutta il tema dell’invasione zombie per costruire una storia su più livelli, in cui, pur rimanendo voce narrante di una sottotrama, cede il ruolo di protagonisti all’amico Secco e alla new entry Katja. La missione dei due è trovare un modo di abbandonare insieme a Calcare e all’Amico Cinghiale il quartiere di Rebibbia, ormai diventato una landa popolata di non morti a dispetto dei pochi superstiti che vorrebbero difenderla. La ricerca diventa un tour del quartiere, nel corso del quale Zerocalcare riesce a inserire una quantità straordinaria di citazioni e rimandi alla cultura pop anni ’80 e ’90, con videogiochi, fumetti, serie animate, mode e trend che hanno caratterizzato l’infanzia e l’adolescenza di buona parte dei lettori.

Se questa fosse l’unica caratteristica dell’autore, il suo successo sarebbe giustificato solo in parte: la realtà è che Zerocalcare sa anche alternare come pochi altri differenti registri linguistici ed emotivi, inserire in contesti esilaranti considerazioni e analisi puntuali e in certa misura profonde, oltre a dimostrare una grande sensibilità, articolata in modo molto delicato fra le pagine delle sue opere.

“Dodici” in questi termini è una singolare dichiarazione d’amore per il suo quartiere, quella Rebibbia nota ai più forse solo per il carcere, ma ricca di storie di vita che sono quelle di tanti quartieri popolari non solo di Roma. Queste prendono corpo in un contesto surreale come quello dell’invasione zombie, stratificando un racconto che in sé non sarebbe stato particolarmente consistente e rendendolo sicuramente più interessante.

Rispetto ai precedenti volumi “Dodici” è obiettivamente meno innovativo e in qualche modo ispirato, soprattutto nella parte finale che sembra un poco “tirata via”. Cionondimeno, la lettura del volume regala momenti di grande ilarità e riflessione tipicamente “calcariani”, che lo rendono assolutamente consigliabile.

 

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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