Il canto profondo della Spagna:dal 10 al 13 Ottobre ¡Flamenco! a Roma

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Il canto profondo della Spagna:dal 10 al 13 Ottobre ¡Flamenco! a Roma

Espressione e racconto di una cultura intera, prima ancora che la danza e la musica ne definissero i contorni, il flamenco dipinge i colori più accesi di un popolo dall’anima in movimento che nel baile e nel canto ritrova la propria storia e reinventa il proprio futuro. Tra suggestioni moresche e influenze gitane, contaminazioni di musica classica, jazz e contemporanea e composizioni inusuali di stili coreografici differenti, lo spettacolo flamenco è l’immagine moderna di un’arte viva, complessa e in costante evoluzione. Perfettamente in equilibrio tra sperimentazione e tradizione, il mondo flamenco vive oggi stagioni felici di rinnovato fermento per la fruttuosa disposizione ad accogliere nuove influenze e per la naturale tendenza a portare il proprio linguaggio in territori artistici inesplorati o distanti.

Percorso di successo che non è sfuggito alla Fondazione Musica per Roma, dal 2005 promotrice di una biennale vetrina che ne indaga ed espone i risultati migliori in una maratona intensa e coinvolgente di musica, canto, ballo e fotografia. Dal 10 al 13 Ottobre l’Auditorium Parco della Musica apre le porte a ¡Flamenco! per la quinta edizione di un festival sapiente che investe sulla novità e salvaguarda la tradizione omaggiando la cultura popolare spagnola come patrimonio mondiale di bellezza, arte e passione. A giudicare dalla prestigiose anteprime del 24 e 25 Settembre con il bailaor Israel Galván e la cantante Rocío Márquez, il programma di ¡Flamenco! 2013 promette quattro giorni di immersione totale in un universo di fascino andaluso ricco di emozione, cultura e sorpresa.

Lo stesso direttore artistico Juan Angel Vela del Campo non nasconde l’entusiasmo e la soddisfazione tra i dettagli della presentazione del festival: “Nell’anteprima abbiamo apprezzato Israel Galván con lo spettacolo Fla-co-men; Galván è un artista che è sempre stato presente nelle cinque edizioni del festival ed è ormai conosciuto ovunque nel mondo. Fla-co-men è certamente il migliore dei suoi spettacoli accompagnato da un cantaor di razza (Tomás de Perrate) e da un trio di musicisti (sassofono, violino, percussioni). Il 10 Ottobre inizia ufficialmente il festival; in corrispondenza del duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi ¡Flamenco! apre con la prima mondiale dell’opera flamenca Homenaje flamenco a Verdi; in omaggio al compositore sono state adattate per il cantaor flamenco Arcángel quattro arie de Il Trovatore, opera rappresentata in prima assoluta proprio a Roma e la cui vicenda si ambienta appunto in Spagna. Verdi a ritmo di flamenco dunque anche grazie alla danza di una giovanissima bailaora Granada Patricia Guerrero (vincitrice del premio Giraldillo all’ultima Bienal de Flamenco di Siviglia) e ad un trio composto da chitarra, contrabbasso e percussioni. La seconda sfida di ¡Flamenco!, dopo l’omaggio a Verdi, è lo spettacolo di venerdì 11 Ottobre (in prima italiana) CU4TRO FL4MENCO J4ZZ. Quest’anno in cui l’Académie du jazz de France ha premiato Jorge Pardo come miglior jazzista europeo abbiamo pensato di unire il flamenco al jazz con uno spettacolo che unisce la più leggendaria figura del canto flamenco moderno Carmen Linares e il trio jazz Pardo-Benavent-Di Geraldo. Sabato 12 Ottobre, debutta a Roma la giovanissima bailaora Mercedes Ruiz in Baile de Palabra. Danzatrice diversa dalle altre, Ruiz è elegantissima nel suo stile unico che ricorda quello delle ballerine classiche con un movimento di braccia prodigioso. Lo spettacolo è austero e serio e ha un accompagnamento minimo (il cantante  Miguel Ángel Soto e la chitarra di Santiago Lara). Mercedes Ruiz è una vera scoperta ed è per la prima volta a Roma, ma il festival 2013 ospita anche la migliore ballerina di soleá al mondo Eva Yerbabuena con lo spettacolo ¡Ay!, domenica 13 Ottobre. Già presente all’inaugurazione del festival nel 2005 e poi invitata nel 2011 (edizione a cui ha dovuto rinunciare per motivi personali) Yerbabuena rispecchia perfettamente l’intenzione di questo festival di abbracciare gli estremi opposti del flamenco. Tra le attività collaterali del festival ricordo la collaborazione con l’Istituto Cervantes di Roma per il concerto di Rocío Márquez e segnalo la mostra fotografica “El Rocío” di Pablo Jiménez e Mikel Alonso, che lega il fenomeno del flamenco al pellegrinaggio, alla religione, alla strada. Sono immagini suggestive che mostrano un’altra immagine, diversa, del flamenco. Ringrazio infine Carlo Fuortes (Amministratore delegato Fondazione Musica per Roma) e l’Auditorium anche per la cura nel design del Programma di quest’anno che mostra alcuni elementi caratteristici del flamenco (cappello, sedia e bailaora). Invito tutti a lasciarsi trascinare dai diversi mondi del flamenco. Se lo faremo, con la mente aperta, capiremo meglio e saremo, forse, più felici”.

La mostra fotografica “El Rocío” riflette il mondo intorno al pellegrinaggio all’eremo del Rocío, evento che ogni anno, a Maggio, porta milioni di persone nel piccolo villaggio di Almonte, Huelva in Andalusia, per venerare la Virgen del Rocío. Il paese diventa all’improvviso una comunità multiforme di pellegrini provenienti da ogni parte dell’Andalusia e le foto di Jimenez e Alonso ne trasmettono il colore e l’allegria tra i canti e le musiche di un fenomeno religioso e sociale emotivamente intenso e unico.

Programma e informazioni: http://www.auditorium.com/eventi/festival/5590489

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