Amore puro – Alessandra Amoroso

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Amore puro – Alessandra Amoroso

Da cantante tv a nuova diva della canzone italiana, Alessandra Amoroso irrompe in classifica con un album scritto da Tiziano Ferro.

Amore Puro, AlessandraE’ uno dei rari casi in cui nel mondo dello spettacolo 2+2=4: prendere Tiziano Ferro e fargli scrivere l’intero o quasi nuovo album di una delle più fortunate voci degli ultimi anni, Alessandra Amoroso. Ne esce fuori Amore puro, 4° album della cantante salentina subito in vetta a ogni classifica, che con questo disco fa il salto da vincitrice di un talent come Amici a nuova diva della canzone italiana: pop italiano melodico in perfetto stile contemporaneo, che si tinge di sonorità r’n’b e black e dei testi riconoscibili dell’autore di Latina. Un disco da alta classifica e in grado di conquistare il pubblico radiofonico, ma che fa anche sentire una maturazione di Amoroso, soprattutto grazie a Ferro che produce l’album con Michele Canova e scrive 8 canzoni su 11.
Presentato al Globe Theater durante L’Alessandra Amoroso Day organizzato per presentare ai fan il disco in anteprima, Amore puro è sostanzialmente un album di Ferro cantato dalla voce graffiata ma più controllata del solito di Amoroso: aperto da Da casa mia, inno alle proprie origini pugliesi, in cui l’arrangiamento pianistico connota subito l’influenza dell’autore, il disco naviga tra suoni afro-americani, come Starò meglio e il gospel Hell or High Water, e la solarità al crepuscolo di Non sarà un arrivederci, tra il Biagio Antonacci di Non devi perdermi e la rilassata Emili Sandè di Fuoco d’artificio, il tutto coronato dal singolo per eccellenza, la ballatona in cui Amoroso può estendere le sue corde vocali e che dà il titolo all’album, ma che pare anche una cover di Ferro, più che un brano da lui scritto. Amoroso cade nel problema che danneggia gran parte delle interpreti giovani, ossia l’eccesso di voce, l’urlo piuttosto che l’uso, ma la produzione e gli arrangiamenti sanno mediare con suoni più maturi e meno spudoratamente derivativi. Un disco astuto ed efficace, esattamente come il suo vero mentore, quel Ferro che sa piazzare le sue zampate sempre, soprattutto in classifica.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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