Il Cantico di Pietra Quarta Vocazione

L’Oroscopo di Glo Previsioni Astrali dal 7 al 13 ottobre 2013
7 Ottobre 2013
Il canto profondo della Spagna:dal 10 al 13 Ottobre ¡Flamenco! a Roma
10 Ottobre 2013

Il Cantico di Pietra Quarta Vocazione

Quarta vocazione

quarta vocazione

Una canzone reggeva i piedi scalzi della notte, una generosa canzone senza ritornello, né ripetizione…un affondo unico e bello, lampo a scalfire le ipocrisie tramontate, e dare vita come una arcaica madre a gente nuova, e parole rinate. I vermigli punti interrogativi divennero scarlatti esclamativi, tra bimbi che si coricano nei mondi che gli adulti mai daranno loro, e adulti nel gettar le sure donate nei ludici e smaglianti fiordi concessi.

“Gente nuova…”, si disse, “…noi siamo nuovi”.

La città risplendeva nel vitreo anonimato, babele di specchi dai visi delusi verso chi è rimasto, ed inchinato. La riproduzione delle stelle cancellava aere e cemento, e più si contavano i relitti ignoti che gli asti ambrati: l’oro ricopriva ogni cosa, e non vestiva niente, soprattutto nessuno.

“La realtà è solo una semplice immagine mentale?”, si interrogò…“sarebbe facile, quasi incoraggiante, certo onnipotente…e, allora, cosa ci porta a pensieri tanto tremendi, e meschini? A ripudiarci l’ascesa per un coma lastricato di degradazione e volontari esili…no, splendido se inventassimo, se potessimo chiudere gli occhi e rifare un regno più timido, e lieve…i lamenti degli incompresi sono muti quanto le loro vittorie, e incompresi viviamo per tutta la nostra vita…la fede annacqua, patina smussata su una pellicola corrosa dai secoli, stranamente dai millenni…”.

Dietro di lui il gruppo si buffava, ingurgitando vettovaglie gassate e concentrati calorici fibre-free, “e noi, chi è più deriso e segregato tra gli opulenti, siamo l’ultima linea di difesa…quantomeno è buffo…molto buffo…”.

Percepì il famigliare clangore della maglia, ed il delicato respiro di Fion, la più giovane di loro, mentre l’appoggiava sulla sue larghe spalle. Roteò impacciato, tradendo un sorriso troppo istintivo, e troppo lungo. Lei fortunatamente fece lo stesso, e s’amplificarono nell’istante in cui una stilla nutre la pena di un’edera solitaria, ed isterica.

“Realtà, cosa è mai?…immaginario, cosa mai è? Non suscita forse amori, e passioni, e ardori…non salva dall’oblio dei fanghi crepuscolari i fradici canti dei nostri bronzei avi? Chiamatelo vero, chiamatelo degno; dategli una seggiola, anche umile, nella vostra platea…concedeteci questo, noi che ogni notte moriamo, e sudiamo, e vediamo il silenzio oltre la nostra caduca fine…noi che sappiamo la verità, e almeno la prendiamo per gli occhi e nel cuore…noi, pallide sagome, che salpiamo a difendere i vostri giacigli senza il calore della normalità con cui v’agghindate, senza il rispetto, ed il prestigio, e l’alloro delle cronache gloriate…sporca è questa lama che sorregge il vostro gioco diurno, nera è la luce che ammanta la vostra notturna menzogna…per ché? Il vostro disprezzo, per sorte? Tramutate i vostri sputi in acclamazioni e odi, o noi ce ne andremo…via di qui…via da tutto, reciso il cordone e reciso il seno…via da…”.

-Agheton, la smetti di fare lo psicoterapeuta dell’aria?-

-Verissimo sua grazia…mi percuoto il petto d’essermi abbassato a dialogar con me meco per…-

-Stoppa stoppa, ho inteso …allora…- il loro leader alzò la sua stridula voce imperiosa, e quasi tutte le teste gli porsero omaggio –…stasera il Don romperà la tregua, per questo ci siamo riuniti qui, dal saggio Poto, a presidiare l’arteria principale…- non era realmente un’arteria principale, ma il loro campo d’azione coincideva ben poco con il tessuto urbano, se non per qualche circolo-ritrovo ed il parco del Duca -…a vedere il programma affisso al portale, dobbiamo aspettarci minimo una trentina di vecchie…e non penso ci sia andato leggero con l’omelia…intendo, miei prodi, che staremo là fuori fino all’alba, e anche oltre se sarà necessario-.

Gli altri ascoltavano con ben poco trasporto, del resto un briefing non era certo l’ideale per scuoterli, soprattutto quando viene iniettato nelle orecchie per la centesima volta. I gemelli Orato bisbigliavano sul come scuocere spaghetti robusti per tramutarli in ramen autentici, a sentirli più sani e nutrienti: forse in parte una certa originalità mentale presiede, e che sia forte e libera, almeno; Portek ed Efigenia disegnavano uniformi e bardate in attinenza con gli ultimi episodi delle serie legittimate, mentre Litia pareva rimuginare sullo schieramento dell’esercito, lanciando dadi su dadi; i rimanenti di contorno si riscaldavano blandi, non castando particolare convinzione: la loro forza in fondo stava in alternativa concezione…fantasia? Equivalente funzionale della stessa? Lui era il loro teorico, eppur non reclamavano l’azione (una contraddizione sarebbe stata, per uno della sua risma): facevano solo quello che doveva essere fatto.

-Ci muoviamo, allegorie di grida sfiorite, echi di…-

-Basta, Marto, hai reso l’idea…dacci i compiti.-

-In mezzo sarà Agheton, il party dei Lupi poderosi coprirà il portico da borgo Acuna a strada Pincelloti, la Squadra Verde quello tra il palazzo di Brigata ed il discount neozandelese…si comincia quando passano la rotonda: fate in modo di non arrivare a sentimento, sarebbe una fila tremendamente veloce…-

-E tu?-

-Io copro dai tetti…-

La mezzanotte risuonò scuotendo la stanza, nell’indifferenza degli stuoli di tegole e camini, come un fatto personale, una mirata promessa.

-Perseveranza e gloria!-

-Perseveranza e gloria…- che razza d’idiota accostamento.

Scesero le scale di sudicio e deprimente marmo, e ognuno s’avvio alla propria posizione, lui solo solitario con le proprie paure intinte nel denso latte delle tenebre; le imprese della disperazione sono tra le più grandi: un muro dietro le spalle è capace di compiere miracoli, ed il suo era tornare, tornare ad vagheggiare una vita normale, o forse, e in questo si credeva di futura costituzione, una vita migliore, una vita sua.

Comments on Facebook
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

Comments are closed.