Recensione de “Il bardo psichedelico di Neal” di Dianella Bardelli

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Recensione de “Il bardo psichedelico di Neal” di Dianella Bardelli

Recensione de “Il bardo psichedelico di Neal” di Dianella Bardelli

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Neal Cassady è un personaggio divenuto simbolo di un’epoca e di un movimento culturale, la Beat Generation, che ha anche e soprattutto in Jack Kerouac e Allen Ginsberg due dei suoi più noti e importanti esponenti. Personaggio realmente esistito, Neal fu uno dei compagni di avventure dei due autori continua fonte di ispirazione per gli stessi in ragione di uno stile di vita eccessivo e spensierato, caratterizzato dall’incapacità di stare fermo e darsi dei limiti.
Con Il bardo psichedelico di Neal, Dianella Bardelli immagina di seguire le ultime ore di questo personaggio quasi mitico, ultime ore che si consumano in un viaggio psichedelico, allucinogeno e allucinato, in cui Neal ragiona e sragiona sulla propria vita, in un caleidoscopio di immagini e colloqui con i compagni e le tante compagne di una vita. Vero e proprio requiem per uno stile di vita ancor più che per un personaggio o un movimento culturale, Il bardo psichedelico di Neal è un libro che trasmette in modo viscerale l’amore e forse la nostalgia dell’autrice per un’epoca che sembra molto lontana dalla nostra, pur essendo stata un passaggio chiave per l’evoluzione della società, dell’arte e della cultura come la intendiamo oggi. Neal è il classico bello e dannato, personaggio che tormenta le coscienze altrui molto più che la propria, nella sua incapacità di riconoscersi mai soddisfatto. Anche negli ultimi istanti di vita, e a dispetto di tanti tentativi fatti nel corso dell’esistenza, assistiamo tramite la narrazione della Bardelli ad una serie di prese di coscienza e ripensamenti da parte del protagonista, che in ultima istanza non può che rimanere coerente con quell’immagine di simpatica canaglia, assolutamente affascinante proprio perché totalmente inaffidabile.
Il bardo psichedelico di Neal è un romanzo che va letto con la giusta predisposizione mentale: non è una storia nel senso comune del termine, rappresenta più un flusso di coscienza, una narrazione da trip mentale che piacerà sicuramente a chi ama gli autori di cui si è detto e che trova negli stati alterati una via per giungere a nuove o diverse verità, potrebbe invece risultare molto più ostico per quanti non si riconoscono in questa filosofia di vita, che resta comunque uno dei momenti di rottura più rilevanti per la storia artistica e culturale del ‘900.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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