Come ti spaccio la famiglia – Rawson Marshall Thurber

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Come ti spaccio la famiglia – Rawson Marshall Thurber

Thurber prosegue la scia del neo-demenziale americano, mischiando commedia e azione, Jennifer Aniston e scemenze. Ma quante morali.

jennifer-aniston-were-the-millersLa tendenza principale della nuova commedia americana, al di là dei discorsi su demenzialità o affini, è nel mescolare le gag e le trovate buffe all’azione e ai risvolti noir. Una notte da leoni è il paradigma, anche se John Landis lo faceva prima e meglio senza però massificare la corrente. Conferma il trend Come ti spaccio la famiglia (We’re the Millers), nuovo film per  Rawson Marshall Thurber dopo il simpatico Easy Girl: David è un ragazzo-spacciatore che viene derubato dei soldi riciclati dallo spaccio. Per saldare i suoi debiti e salvare la propria vita è costretto a portare a termine un ultimo lavoro: trasportare un’ingente quantità di marijuana dal Messico agli USA. Per farlo, decide di mettere su una finta ed improbabile famiglia: Rose, la “moglie”, è una spogliarellista, Casey la “figlia” sbandata, e Kenny, il “figlio”, è un ragazzo un po’ tonto e imbranato.

Scritto da Bob Fisher, Steve Faber, Sean Anders e John Morris, Come ti spaccio la famiglia è una tipica commedia contemporanea, la cui verve e forza comica (Thurber è autore di quella piccola perla demente di Dodgeball) s’incaglia nei limiti delle commedie industriali dei nostri tempi: i temi comici sono sempre gli stessi – sesso, parti intime e imbarazzi pubici -, l’avventura sostituisce l’assenza di gag e i tempi comici relativi, e soprattutto la quantità di morali finali è offensiva, soprattutto perché nega la presunta scorrettezza iniziale: seppure allargata e atipica, la famiglia composta dai personaggi finisce per capire la bellezza dell’unione, dello stare insieme, dell’amore romantico, delle casette a schiera e del maschio alfa e della sua violenza a fin di bene. Se il film non finisce dritto nel cestino è per merito degli attori, più per quello di Jason Sudeikis, commediante di fino in gran forma, che per una Jennifer Aniston abile nello spogliarsi meno nel reggere i primi piani.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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