L’intrepido – Gianni Amelio

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L’intrepido – Gianni Amelio

Amelio tenta la carta dell’ironia e del tocco surreale con un ottimo Albanese, ma l’esperimento gli riesce a metà.

img1024-700_dettaglio2_Lintrepido-Gianni-AmelioParlare del lavoro, della sua mancanza e della crisi giocando con i toni dell’ironia, anzi della favola. Operazione rischiosa, ancora di più se a eseguirla è Gianni Amelio, uno dei migliori nostrani mai alle prese con toni così leggeri. L’intrepido, presentato in concorso alla 70^ Mostra del Cinema di Venezia e poi subito in sala, è stato accolto in modo controverso al Lido, e controverso in effetti lo è: il film racconta di un uomo senza lavoro che ogni giorno lavora come rimpiazzo, sostituendo chiunque non possa fare il proprio lavoro. Si accontenta di poco ma i soldi non sono tutto nella vita: c’è il bisogno di non lasciarsi andare. attorno a lui un ragazzo di vent’anni, suo figlio, che suona il sax come un dio e Lucia, che nasconde un segreto dietro la sua voglia di farsi avanti nella vita.

Scritto da Amelio con Davide Lantieri, L’intrepido è una commedia drammatica, o un dramma con il sorriso, che si cala nel contesto della crisi nera dell’economia e dell’occupazione in Italia senza la sociologia o gli appigli realistici di quasi tutto il cinema nostrano per cercare una nuova via, che guardi a Chaplin e alle comiche (grazie alla verve e al talento di Antonio Albanese), che tratteggi i personaggi con ingenuità misteriosa e indefinibile. E fino a che resta sui toni pastello a contrasto con la miseria, L’intrepido mostra tocco e intelligenza; è quando si affaccia sul pathos, quando cerca di approfondire in senso tragico i rapporti tra i personaggi, quando cerca di tornare a schemi più consueti, le tensione e l’interesse calano, sfiorando il fallimento. Poi però arriva il tocco del grande regista, e il bellissimo finale restituisce la forza del cinema a un film che a tratti rischia di dimenticarla.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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