The Zero Theorem – Gilliam vs Digitale

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The Zero Theorem – Gilliam vs Digitale

Terry Gilliam  con The zero theorem “Ho voluto raccontare il tempo in cui viviamo, quello in cui il futuro è diventato realtà e ci ha preso prigionieri – ha spiegato Gilliam in una scoppiettante conferenza stampa veneziana – parlo del web, delle relazioni che ha creato e che sono perlopiù virtuali. Qohen è semplicemente prigioniero del suo lavoro ed è un po’ come tutti noi di fronte alle corporation che ci consumano e ci fanno consumare: non facciamo mai domande sul perché questo accade per paura di perdere il lavoro. Ho cercato di dare a Qohen la possibilità e la dignità di poter controllare quel mondo che l’aveva oppresso”.

Il web è l’imputato principale dello straniamento della società odierna: “La mattina mi alzo e in un secondo ho accesso a tutte le informazioni del mondo, ma la comunità divisa dalla crisi non riceve risposte per superarla. Vedi la Primavera araba: una rivolta di popolo nata sul web, poi dopo un anno in Egitto è tornato tutto come prima”.

 

La continua evoluzione tecnologica e le facilitazioni che da essa ne derivano, sono il nucleo del concetto portante del plot di The Zero Theorem. Isolazione, pigrizia, apatia, sono solo i primi sintomi di una società digitale, che predilige connessioni interattive tramite hardware e software, intorpidendo sensi, emozioni e volontà.

 

“Il modo più sicuro per costruire il futuro è guardare al passato – continua Gilliam – La tecnologia cresce, ma altre cose crollano. Le religioni e la fede ,non funzionano più? Ecco la nuova fede della e nella tecnologia”.

 

Tra tute in lattice, cablaggi umani, sogni indotti e fittizi, Gilliam delinea, con un opera non ai vertici della sua capacità artistica, un mondo troppo veloce, troppo superficiale, forse troppo impegnato.

Sognare di vivere, o continuare a sognare vivendo? Nel mondo di Gilliam i cavi hanno sostituito i sensi, il lattice ha sostituito la pelle e uno schermo ha sostituito un panorama. L’autore, attraverso il suo stile surreale, sembra dichiarare guerra alla corsa all’innovazione, ricordandoci quanto sia complesso e sensazionale vivere.

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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