Milano Film Festival. Imprenditoria Culturale in barba alla crisi

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Milano Film Festival. Imprenditoria Culturale in barba alla crisi

18 anni. Il Milano Film Festival diventa maggiorenne ma non perde, per questo, lo spirito di profondo rinnovamento che lo anima sin dagli esordi tanto da valergli l’appellativo – non sempre detto con fare lusinghiero – di Festival dei giovani. Così, nella splendida cornice di Palazzo Reale, si è svolta ieri la Conferenza Stampa di lancio di una manifestazione sempre più agguerrita nel suo diritto a esserci.

E, in effetti, Beniamino Saibene – Presidente di Esterni, ente organizzatore – esordisce così: “Lancio un appello, perché abbiamo bisogno di capire. Dal Ministero abbiamo sempre ricevuto un contributo. Che fosse piccolo o grande, rappresentava per noi in primis un aiuto economico ma anche un incoraggiamento a fare. Quest’anno, ad Agosto, è arrivata la notizia che quest’anno non ne avremmo ricevuto alcuno. Ora, non dico che chi ne ha beneficiato in passato, debba per forza continuare a riceverne. Ma sarebbe utile per noi capire cosa è cambiato (!)”.

Dunque un affronto alla crisi economica a testa alta, quello di Esterni – ente organizzativo della manifestazione – che si è data da fare, con l’aiuto di Sponsor e Partnership con Aziende private, dando vita ad un’edizione che promette davvero bene, sia in termini di offerta artistico-culturale che di facilities costruendo una rete di situazioni che abbraccia gran parte del territorio urbano.

11 i lungometraggi in concorso e in anteprima italiana (da sottolineare la maggioranza di registe donne), tra i quali ad esempio Mirage à l’italienne, di Alessandra Celesia: film prodotto dai Francesi ma ambientato a Torino, tema la crisi economica e le vicende di cinque personaggi intorno a essa. Oppure Ilo Ilo esordio di Anthony Chen premiato da Agnès Varda con la Camera d’Or a Cannes, ancora una volta sullo sfondo di un crack finanziario – quello asiatico degli anni ’90 – più che mai attuale. E’ sicuramente la crisi la protagonista indiscussa dello sguardo di questi giovani promettenti autori. Crisi economica ma anche dei valori, ben rappresentata in un universo che spazia dalla fiction al documentario, finalmente senza alcuna limitazione di genere.

In concorso anche ben 51 cortometraggi, mentre appaiono davvero interessanti anche le visioni fuori concorso di The Outsiders con una selezione ricca di anteprime, lo sguardo sul presente di Colpe di Stato, l’incontro tra cinematografia e arte di VerniXage e il Focus Animazione per sperimentare sempre più tecniche e linguaggi.

Un’emozionatissima Alice Arecco ci presenta invece la retrospettiva dedicata a Sylvain George, cineasta poetico e incendiario, la cui opera è impossibile da definire se non organica e sovversiva col suo addentrarsi in realtà invisibili. Non solo proiezioni, ma anche un workshop con i giovani filmaker milanesi e un evento speciale intorno al documentario Vers Madrid che verrà musicato dal vivo da John Butcher sabato 7 Settembre.

Il Cinema non è solo Venezia dunque, come ci ricorda Franco Ascani – presidente della FICTS – polemizzando con un certo savoir faire con le parole di qualche giorno fa del Ministro Bray che promette di investire sulla cultura anche in tempi di crisi. La parola ad Ascani: “Vediamo”.

Per il programma del Milano Film Festival: www.milanofilmfestival.it

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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