Space Pirate Captain Harlock di Shinji Aramaki

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Space Pirate Captain Harlock di Shinji Aramaki

Space Pirate Captain Harlock

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Il pirata Harlock e la sua nave spaziale Arcadia, nati dalla fantasia e dalla matita del fumettista giapponese Leiji Matsumoto, giungono sul grande schermo in una sontuosa versione in computer grafica 3D. Il rapporto che lega la pellicola TOEI al settore dei videogiochi è evidente, in particolare in relazione alla caratterizzazione dei personaggi e delle tecnologie, che pescano a piene mani da molti dei migliori titoli made in Japan, in particolare la serie Final Fantasy di Square Enix.

In un lontano futuro, che potrebbe essere anche un lontano passato, la razza umana ha colonizzato la galassia, ma è giunta ai suoi limiti evolutivi, anche per la mancata possibilità di relazionarsi con altre razze aliene evolute. Nasce allora nella collettività il desiderio di tornare al pianeta di origine, incapace però di ospitare i 500 miliardi di esseri umani provenienti da ogni angolo della galassia: inevitabile è quindi un conflitto che porta alla nascita della Legione di Gaia, un organismo deputato alla tutela del  pianeta, assurto al ruolo di luogo santo e reso inaccessibile ai più. A questo stato di cose si oppone la figura solitaria di Harlock, che con la sua ciurma vaga nello spazio con un piano preciso quanto insondabile, da perseguire in nome della libertà. La Legione di Gaia affida pertanto a Logan, fratello del comandante in capo Ezra, il compito di infiltrarsi sull’Arcadia per assassinare Harlock, ma naturalmente l’evoluzione delle cose non sarà necessariamente in linea con le aspettative del generale.

Su queste basi si sviluppa un percorso narrativo ricco di svolte e colpi di scena, non sempre perfetti e a volte anzi un po’ raffazzonati, ma funzionali all’evoluzione di una storia che recupera i temi centrali dell’opera originale, rielaborandoli in chiave moderna e coerente all’evoluzione tecnologica che caratterizza la nostra realtà e influenza le strade prese dalla fantascienza.

Se sul piano narrativo Space Pirate Captain Harlock presta il fianco ad alcune critiche, in particolare rispetto alla controversa figura di Ezra, sul piano tecnico il film è uno spettacolo visivo cui è difficile rimanere indifferenti: caratterizzazioni efficaci, spettacolari paesaggi, tech design di primo livello e perfetto uso degli effetti speciali particellari e di luce rendono Harlock un’efficacissima prova di forza dello stato dell’arte dell’animazione nipponica. I dati del film riportano una dimensione complessiva di 250TB di dati per più di 100 milioni di files, per elaborare i quali ci sono voluti 896 server e una forza lavoro di 150 animatori solo per il reparto principale.

Quanti sono legati alla figura di Harlock conosciuta in Italia principalmente tramite la serie animata potrebbero essere combattuti: Harlock è indubbiamente lui, ma il passaggio al 3D lo ha reso più cupo, mantenendone però inalterato il carisma e il fascino che ne hanno fatto un personaggio di successo tanto per il pubblico maschile che femminile.

Nel complesso dunque un’opera non perfetta sul piano narrativo, ma efficace e spettacolare dal punto di vista tenico e visivo.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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