Parkland

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Parkland

 

Scegliendo di raccontare, attraverso gli occhi delle persone comuni, i giorni che seguirono l’attentato a John Fitzgerald Kennedy nel Novembre del ’63, il regista Peter Landesman emula senza successo il JFK – Un caso ancora aperto di Oliver Stone.

Il film – che vede tra gli altri protagonisti anche Zac Efron (qui nei panni del medico che tentò di salvare il presidente dopo il trasporto di emergenza in ospedale), Paul Giamatti (l’uomo che con la sua videocamera riprese per caso l’intera, drammatica sequenza del delitto) – ripercorre le ore immediatamente successive all’assassinio, vissute proprio lì nella città teatro della sparatoria.
Insomma, una scommessa che poteva essere già vinta in partenza. Se poi ci aggiungiamo un cast di tutto rispetto, tra cui spiccano i nomi dei premi Oscar Paul Giamatti e Marcia Gay Harden nonché Zac Efron finalmente prossimo allo sviluppo e slegato da ruoli adolescenziali fighetti, la riuscita del film risulta essere praticamente scontata.
A Landesman però piace vincere facile, e non si preoccupa minimamente di elevare la sua opera quel tanto che basti a distinguerla da un mero agglomerato di filmati di repertorio e personaggi che, a cinque minuti dall’assassinio di Kennedy, sembrano già possedere la chiara prospettiva dell’evoluzione del mondo nei successivi quarant’anni.

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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