LOCKE di Steven Knight (Fuori Concorso Venezia’70)

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LOCKE di Steven Knight (Fuori Concorso Venezia’70)

La Legge di Murphy secondo Steven Knight

LOCKE

Ci sono giornate in cui le cose non possono andare bene, congiunture in cui sembra il destino cospiri per far naufragare qualsiasi piano, per quanto attentamente programmato e studiato possa essere stato.

Ivan Locke è un uomo che ha fatto della correttezza e della serietà uno stile di vita, un modo di riscattare il suo nome e la sua persona dal peso di una figura paterna assente e sregolata. La legge del contrappasso non è però nota per la sua pietà e attende l’uomo al varco: con duro lavoro e meticolosità si è costruito un’ottima reputazione nel settore edile e a casa lo attende una bella famiglia, ma alla vigilia della costruzione di un importante edificio di cui ha curato tutta la realizzazione, la sua vita sembra andare in frantumi, mentre si trova alla guida della sua macchina per un viaggio inaspettato.

Il dramma di Ivan, interpretato da uno straordinario Tom Hardy, è raccontato da Steven Knight in modo originale e decisamente impegnativo per l’attore: tutto il film è infatti ambientato all’interno della vettura di Ivan, che risulta quindi essere l’unico personaggio presente sullo schermo per l’intera durata della pellicola. Le interazioni con gli altri personaggi avvengono tramite telefono (rigorosamente in vivavoce, nel rispetto del Codice della Strada), in un serrato susseguirsi di dialoghi dalla crescente tensione emotiva, capace di catalizzare l’attenzione e avvincere lo spettatore a dispetto dell’uniformità di situazione presentata sullo schermo.

Locke è un film che trova la sua forza nelle capacità espressive di Hardy – impegnativo in tal senso sarà il doppiaggio, se il film dovesse essere distribuito in Italia – e nella qualità di scrittura, in particolare dei dialoghi, che da soli riescono a presentare allo spettatore un quadro completo della situazione del protagonista e far crescere il livello di adrenalina senza che sullo schermo accada sostanzialmente alcunché.

Hardy dona a Locke una grande varietà emotiva, riesce a presentarne efficacemente l’estrema puntigliosità come la rabbia repressa, il dolore e la volontà quasi superomistica di mettere tutto a posto, assumendosi in modo totale e assoluto le proprie responsabilità.

Steven Knight realizza una piccola perla in presa diretta, un viaggio notturno nello spazio e nella psiche che difficilmente deluderà quanti avranno la possibilità di andarlo a vedere.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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