Kick Ass 2 – Jeff Wadlow

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Kick Ass 2 – Jeff Wadlow

Le nuove avventure del supereroe della vita reale rischiano di diventare un bolso teen-movie, ma Wadlow sa condurlo nei territori folli che competono loro.

Exclusive - 'Kick-Ass 2' Film SetSe un seguito cambia di regista rispetto al prototipo gatta ci cova. Il pensiero e il pregiudizio funzionano anche per quanto riguarda Kick Ass 2, sequel del bel film di Matthew Vaughn che oltre a cambiare distribuzione (Universal al posto di Eagle) sostituisce il regista con il più modesto Jeff Wadlow (Never Back Down) che rischia di rovinare tutto. Mentre Kick-Ass si unisce a una squadra di eroi in costume e Hit-Girl scopre l’adolescenza, Red Mist, dopo l’uccisione del padre da parte di Kick-Ass e Hit-Girl, decide di vendicarsi e di cambiare il proprio nome in The Mother Fucker. Per attuare la sua vendetta uccide il padre di Dave e commette crimini brutali, come lo stupro della ragazza dell’eroe, l’uccisione del capo della squadra di eroi in costume colonnello Stars and Stripes e alcuni omicidi di massa. Grazie al suo nuovo esercito di criminali in costume e a una mercenaria chiamata Madre Russia causa inoltre il caos nella città.

Scritto da Wadlow sulla base della miniserie scritta da Mark Millar e disegnata da John Romita jr., Kick Ass 2 è un film d’azione che spostando l’epica e la poetica dei supereroi nella vita reale ne rappresenta la parodia (le squadre come gli Avengers, così di moda), calcando di più sull’aspetto demenziale rispetto al primo film (il vomerdometro, per esempio), e costeggiando l’ambiente dei film per teenager sulla scia dei fumetti. Ed è il punto debole del film: Wadlow non scalfisce e non distrugge le regole della società (e quindi della produzione audiovisiva) adolescenziale, non ne fa una versione alternativa come sulla carta, ma si limita a estremizzarne le conseguenze mantenendone temi e modi (l’integrazione tra realtà sociali). Il regista è decisamente meno bravo a gestire registri e confini narrativi, a rendere le situazioni disturbanti e divertenti a un tempo, così si limita: e per fortuna, visto che la seconda parte, seppure spezzata dal resto del film, sa riportare la follia e la violenza, andando a fondo al concetto di “grandi responsabilità” ed empatizzando anche con i personaggi secondari. Salvando il film dal fallimento, assieme all’ormai divina Chloe Moretz, vero supereroe definitivo del nuovo millennio.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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