La notte del giudizio – James DeMonaco

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La notte del giudizio – James DeMonaco

Paranoico e politico, il thriller di DeMonaco accumula ottimi spunti che non porta fino in fondo.

la notte del giudizio primaE’ un caso negli USA. Costato circa 3 milioni di dollari è arrivato quasi a 80 milioni d’incasso. C’è di nuovo il fiuto del produttore di Paranormal Activity (Jason Blum), ma rispetto al mezzo bluff del film di Peli, La notte del giudizio di James DeMonaco è un film molto più interessante e affascinante: a causa del drammatico sovraffollamento delle carceri, il governo degli Stati Uniti nel 2017 inizia a consentire periodi di 12 ore di tempo, una volta l’anno, in cui tutte le attività violente diventano legali. Durante uno di questi periodi in cui è tutto consentito, una famiglia si trova a doversi proteggere da un assalto di delinquenti alla propria abitazione.

Scritto da DeMonaco, La notte del giudizio è un thriller politico chiuso in una sola notte e in una sola casa, tra Panic Room e John Carpenter, che mette alla berlina alcuni nodi cruciali dell’America non solo contemporanea (la nuova democrazia è diretta dai nuovi “padri fondatori”): la violenza come elemento antropologico di una nazione, la politica della paura, la protezione della famiglia come specchio delle proprie pulsioni, la divisioni in classi solo apparentemente superata. Ricchissimo di spunti, La notte del giudizio non riesce a convogliarli in modo completo, tende alla soluzione facile e non sfrutta come si deve i suoi paradossi, ma sa aprire abissali spiragli di paranoia, sa costruire un mondo e fa guardare lo spettatore oltre la sua limitatezza rendendo quasi necessario un seguito, se non proprio una serie. In 85 minuti non è affatto poco.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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