The Lone Ranger – Gore Verbinski

Marco Bocci: “Io un sex symbol?Piuttosto un bambinone!” L’attore al Giffoni porta la vera storia del cane Italo.
26 Luglio 2013
Giuliano dei Negramaro “Ragazzi uscite e incontratevi!” Il cantante incontra le giurie a Giffoni per una chiacchierata a cuore aperto.
28 Luglio 2013

The Lone Ranger – Gore Verbinski

Fratello sbagliato: con The Lone Ranger, la coppia Verbinski-Depp fa rivivere sul grande schermo un baluardo dell’immaginario a stelle e strisce.

the-lone-ranger-johnny-deppQuando le idee scarseggiano, allora non resta che ripescare dalla soffitta qualche intramontabile pezzo d’antiquariato andato in pensione, ma rimasto comunque stampato a caratteri cubitali nella memoria delle passate generazioni, nella speranza che una rispolverata e un adeguato processo di restyling possa farlo riemergere dalle ceneri della dimenticanza. Pratica, questa, piuttosto diffusa in quel di Hollywood nelle ultime stagioni, caratterizzate da una preoccupante siccità dal punto di vista delle storie originali, che ha costretto le produzioni a stelle e strisce, tra un Cine-comic e l’altro, a richiamare in servizio qualche vecchia gloria. È il caso di The Lone Ranger, nuovo adattamento per il grande schermo dell’omonimo personaggio nato dalla penna di Fran Striker il 30 gennaio del 1933 per un programma radiofonico di successo, in onda sulle frequenze di un’emittente di Detroit, la WYXZ. Da quel momento per il noto ranger e per la sua celebre spalla, il comanche nomade Tonto, si sono letteralmente spalancate le porte dell’immaginario collettivo e con esse l’apparizione, nei decenni a seguire fino ai giorni nostri, in romanzi, fumetti, serial cinematografici, videogiochi, serie animate e televisive, tra cui quella storica andata in onda su NBC dal 1949 al 1957 (trasmessa in Italia come Il cavaliere solitario).

A raccogliere la pesante eredità, il terzetto formato da Gore Verbinski, Johnny Depp e Jerry Bruckheimer che, dopo aver collaborato al successo planetario del franchise dei Pirati dei Caraibi, tentano il bis riportando nelle sale le avventure della coppia John Reid-Tonto, che per l’occasione hanno coinvolto nei panni del primo Armie Hammer (visto in The Social Network e Biancaneve) e del secondo lo stesso Depp. Quest’ultimi sono i punti di forza di un’operazione come al solito ben confezionata (alcuni scambi dialettici sono particolarmente esilaranti: dalla sepoltura al confronto tra Tonto e lo spirito del cavallo), alla quale ha contribuito il buon Verbinski con una regia eclettica, che dà il suo meglio soprattutto quando dalle parole si passa ai fatti, come ad esempio nelle spettacolari, pirotecniche e divertenti sequenze d’azione che aprono e chiudono The Lone Ranger. Purtroppo, ciò non è bastato a raggiungere gli esiti desiderati dagli autori e dai produttori, confermati dai poco entusiasmanti riscontri ottenuti dalla pellicola al box office fino a questo momento. I motivi possono essere molteplici, in primis la scelta di portare il film nelle sale in piena stagione balneare, anche se per quanto ci riguarda a pesare sull’operazione è stato probabilmente un cattivo passa parola da parte di coloro che lo sono andati a vedere e che ha influenzato in maniera negativa chi non lo aveva ancora fatto.

L’ultima fatica di Verbinski, dopo la fortunata parentesi animata di Rango che gli è valsa l’Oscar di categoria, si regge su uno script che nella lunga e verbosa parte centrale perde attrito e contatto con il pubblico, costretto a sua volta ad attendere una risalita degna di nota solo negli ultimi frenetici passaggi finali. L’idea di raccontare la figura del cavaliere solitario da una prospettiva diversa rispetto a quelle precedentemente offerte nelle varie piattaforme di fruizione che ne avevano ospitato le avventure, poteva in qualche modo servire a dare un senso all’operazione, ma non è stato così. Qui la narrazione e la prospettiva sono affidate a Tonto, che da mera spalla diventa il vero è proprio protagonista, come se qualcuno decidesse di mettere in scena Don Chisciotte dal punto di vista di Sancho. Il tutto per dare a Depp quello che è di Depp, con l’attore americano spinto ancora una volta a fare ricorso alle sue riconosciute capacità camaleontiche per entrare nei panni del ruolo di turno. Peccato che il Tonto che ha accettato di portare sullo schermo non sia altro che una variante comanche di Jack Sparrow.

Comments on Facebook

Comments are closed.