Cosa accade a New York? Peridance Contemporary Dance Company a Roma

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Cosa accade a New York? Peridance Contemporary Dance Company a Roma

“New York Oggi”:la compagnia di Igal Perry in cinque coreografie per Invito alla Danza 2013.

 

Nel soffocante clima di angosciosa precarietà in cui arranca la danza italiana (non certo per mancanza di talenti e capacità, ma per pretestuose dimenticanze istituzionali), si prova una singolare sensazione di spensierata allegria nell’assistere alla vivace performance di una giovane compagnia d’oltreoceano; Peridance Contemporary Dance Company porta a Roma un obiettivo e un progetto tutto americano che, prima ancora che alla danza, sembra mirare ad un ideale artistico di promozione e valorizzazione delle personalità in formazione, del carisma individuale, del genio coreografico attuale e delle potenzialità di un gruppo forte, affiatato, entusiasta. Non poteva sfuggire all’attenzione accorta e alla curiosità indagatrice di Marina Michetti, direttrice artistica di Invito alla Danza, la perspicacia di un esperimento intelligente che recentemente pare già dare buoni frutti e spunti. Gli ultimi sproporzionati tagli alla rassegna estiva non hanno impedito alla direttrice di mettere in moto il circolo virtuoso nel quale negli anni ha sempre investito, un circolo fatto di lungimiranza, scoperta, visibilità e conferme tra astri nascenti della coreografia italiana, compagnie giovani in cerca di un palcoscenico, ensemble consolidati dal repertorio in trasformazione. La serata di Peridance si inserisce in quello che per Michetti rappresenta uno dei possibili fili conduttori dell’edizione 2013 di Invito alla Danza, ovvero la ricorrenza dell’Anno della Cultura Italiana in USA; progetto ridimensionato ma sopravvissuto alle mancanze finanziarie grazie alla partecipazione di Peridance e Parsons Dance (il prossimo 19 Luglio) in rappresentanza dello scenario coreografico contemporaneo negli States.

Il debutto romano di Peridance, compagnia diretta da Igal Perry e fondata nel 1984, ha il sapore dell’esemplarità e l’entusiasmo della scommessa vinta per un gruppo in Italia ancora poco conosciuto, eppure abilmente condotto sulla più giusta via della professionalità e della creatività. Peridance non è solo una compagnia di balletto, è più di tutto un programma di formazione, un laboratorio d’arte, un luogo di incontro per professionisti affermati e giovani danzatori, per coreografi emergenti e ballerini esperti. Nel Peridance Capezio Center di Manhattan, Igal Perry crea, produce e promuove la danza mettendo il proprio estro, e quello di tanti coreografi ospiti, a disposizione di un gruppo di ballerini attenti e versatili; nello stesso tempo fornisce occasioni e spazi alle nuove forme coreografiche in cerca di materia da plasmare ed esibire (recentemente anche l’italiano Enzo Celli, ha ricevuto una residenza presso il PCC).

Programma antologico quello della serata del 15 Luglio al Teatro Vascello, composto da cinque coreografie di quattro autori (e stili) differenti. L’apertura è affidata all’aggressività controllata e alla seduzione energica della coreografia Vivian & Paul di Sidra Bell, premiata artista newyorkese, creatrice di scenari provocatori e innovativi per una danza fatta di fisicità a confronto, perentorietà estetica e dinamica, lirismo nascosto da abiti scuri ma svelato da contatti inattesi. I corpetti di pelle nera fasciano muscoli potenti e schermano l’animo fragile di due coppie restie alla resa d’amore in un crescendo sonoro (Brian Eno e Dennis Bell) che ne amplifica il conflitto. Bella l’immagine delle danzatrici sollevate in cielo per i fianchi, gesto leggero e poetico in singolare contrasto con la potenza dei corpi robusti e l’aggressività silenziosa dei costumi dark.

Di gusto esattamente opposto Twilight dello stesso Igal Perry su musica di Chopin (estratto dalla coreografia commissionata dal Joffrey II Dancers). Una coppia di ballerini (Yesid Lopez e Eila Valls) delicatamente si scioglie e ricompone tra le note dolci di un pas de deux neoclassico elegante e morbido. Sebbene inizialmente non si colga l’originalità del pezzo, è il finale che inaspettatamente ne svela l’attrattiva, in un ultimo amorevole contatto tra due corpi leggiadri che nel tempo breve di un balletto generano una storia di commovente lirismo e segreta passionalità.

Il cuore della serata è l’estratto da Mabul di Ohad Naharin, direttore della Batsheva Dance Company, coreografo geniale ed eccellente rappresentante della migliore danza contemporanea mondiale. Il balletto è del 1992 ed è dedicato a Mari Kajiwara, danzatrice di Alvin Ailey e moglie di Naharin, scomparsa nel 2001. Bravi i due giovani interpreti, abilissimi produttori di gestualità silenziose alternate a sonori contatti. Sinuosa e ondeggiante, la donna attrae e respinge il giovane uomo ricurvo, in un divertente gioco di insistente ricerca dell’aggancio e provocatorio rifiuto, violenti scontri amorosi e intensi abbracci liberatori. Perfetta l’espressione intensa e romantica del giovanissimo Christopher Bloom e quella determinata e ironica di Joanna DeFelice.

La seconda parte della serata contiene due pezzi di gruppo, occasioni interessanti per misurare le capacità di interazione tra i ballerini e le potenzialità reali della compagnia nel suo insieme. Infinity di Perry su musica di Beethoven rievoca i colori e lo spirito dei paesaggi di Dalì, tra la desolante scoperta della fragilità umana e dell’immensità spaziale della natura. Riconferma qui, Perry, la propria vocazione neoclassica e sottopone gli interpreti ad uno sforzo di resistenza fisica e tecnica che talvolta sembra prediligere il disegno coreografico alla preparazione effettiva dei ballerini con il risultato di far apparire imperfetto un lavoro di sofisticata ispirazione. Interessanti le dinamiche di gruppo e le geometrie di Perry per una creazione comunque altamente musicale ed elegante. Divertente il finale della serata con Evermore di Dwight Rhoden, coreografo e co-direttore di Complexions Contemporary Ballet, sulle musiche note e irresistibili di Nat King Cole. Let’s Face the Music! e L-O-V-E esaltano l’espressività dei ballerini della Peridance e ne rivelano inattesa versatilità e freschezza in una coreografia fatta di scambi veloci, sorrisi coinvolgenti, sguardi ammiccanti.

Debutto romano felice per Peridance, salutata dai calorosi applausi di un Tearo Vascello pieno ed entusiasta, allietato da una gentile brezza d’oltreoceano in una calda serata d’estate romana.

 

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