La Clessidra Infranta di J.L. Bourne

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La Clessidra Infranta di J.L. Bourne

La Clessidra Infranta di J.L. Bourne

 

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Iniziata come un diario dell’Apocalisse, pubblicato da J.L. Bourne su un blog, Diario di un sopravvissuto agli zombie si è evoluto nel tempo, divenendo una trilogia di cui La Clessidra Infranta rappresenta l’episodio conclusivo.

Se il primo capitolo aveva come detto le forme di un diario, già nel secondo volume, Oltre l’esilio, la narrazione si era trasformata assumendo una forma più canonica per venire incontro all’aumentare di protagonisti e situazioni raccontate.

Ne La Clessidra Infranta si assiste ad un’ulteriore evoluzione, che conduce l’autore a raccontare addirittura 4 se non 5 storie parallele, in una composizione che ricorda il modo di organizzare la narrazione di Tom Clancy. Anche l’argomento del libro assume sfaccettature più da romanzo di fantapolitica militare, sempre sulla scia di Clancy, con gli zombie ad interpretare non più il fulcro di tutta l’azione, ma rimanendo il pericolo costante contro il quale i protagonisti si devono confrontare.

La trama, sintetizzata al massimo soprattutto per non ledere il piacere di leggere i due capitoli precedenti a chi non l’avesse fatto, vede il protagonista Kil, ormai al sicuro con i suoi compagni di avventura sulla portaerei USS Washington, coinvolto suo malgrado in una missione che lo vedrà arrivare in Cina sul sottomarino USS Virginia. Il suo compito non è chiaro, ma la sua esperienza nel sopravvivere alla minaccia non-morta lo rende un consulente fondamentale per la task force imbarcata con lui.

Ormai appassionati alle vicende di Kil, Saien, John, Tara e tutti gli altri umani sopravvissuti alla “zombieficazione” del mondo, i lettori che hanno seguito il percorso segnato da J.L. Bourne non potranno fare a meno di immergersi nella lettura di questo libro con tante attese e speranze. Da una parte la svolta presa dalla narrazione, e la necessità di dare una spiegazione a quanto finora avvenuto, giustificheranno la netta differenza d’impostazione del libro, molto più classica dei precedenti; dall’altra non saranno sufficienti per non notare una certa superficialità in alcuni passaggi e in alcune sotto-trame, dovuta alla grande quantità di carne (in decomposizione) messa al fuoco, che evidenzia l’inesperienza di Bourne nella scrittura canonica. Messo in luce questo neo, per il resto La Clessidra Infranta è un ottimo libro e una degna conclusione per la trilogia, la spiegazione proposta per giustificare l’infezione poteva essere persino ridicola, ma l’autore la gestisce con attenzione ed evitando derive semplicistiche crea uno scenario tutto sommato credibile. Nel complesso dunque La Clessidra Infranta rappresenta un punto d’arrivo imprescindibile per chiunque abbia letto i precedenti capitoli; dev’essere invece sconsigliato a chi non li avesse letti, ma solo perché virtualmente incomprensibile e molto meno avvincente per chi non fosse informato sugli antefatti.

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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