Black, black, black di Marta Sanz

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Black, black, black di Marta Sanz

Dalla Spagna, le avventure di un detective sui generis

“Ogni notte, con la scusa della mia solitudine, mi chiama e mi racconta una vita di cui sarebbe meglio che non sapessi nulla. Continua a spargere catrame sul pavimento e io resto invischiata in questa massa calda, nera, dall’odore penetrante, che rimane nelle narici per molto tempo. Per me sono questo i racconti di Arturo Zarco”.

Arturo Zarco è un detective molto poco convenzionale: un disilluso che filtra molto di quello che ha sotto il naso per non dover di fatto demolire le storie con le quali intrattiene Paula, sua principale confidente ed ex moglie prima che si dichiarasse gay. Tra i due c’è una strana alchimia, un fil rouge che alimenta la vanità dell’uno e la speranza dell’altra, due esseri imperfetti che trovano nella sempreverde dicotomia amore/odio il proprio diritto ad esserci e a sentirsi accettati per quello che sono.

Il romanzo della scrittrice madrilena Marta Sanz, si sviluppa intorno alla morte di Cristina Esquivel, trovata strangolata nel suo appartamento. I genitori sospettano del marito marocchino, Yalal, e ingaggiano Zarco con la speranza di incastrarlo. Le indagini di questo detective sui generis, partono, come facilmente ipotizzabile, dal condominio nel quale si è consumato l’omicidio, un palazzo d’epoca che è portavoce di un mondo dalle mille sfaccettature, animato da inquilini che paiono rappresentare ogni singola voce di un dizionario di casi umani. Si ha Leo – la vecchietta impicciona -, la scrittrice di gialli tormentata dai propri insuccessi, la coppia di anziani disabili assistiti da un figlio che pare più un orco, e infine Luz e Olmo, madre e figlio daltonico, di cui Zarco si invaghirà e per cui perderà la lucidità necessaria a risolvere il caso.

Il palazzo con i suoi relativi abitanti, è il vero protagonista di questo giallo, che mescola sapientemente le caratteristiche proprie della letteratura di genere con certa caratterizzazione dei personaggi un po’ alla Almódovar,  esseri le cui – spesso inquietanti – imperfezioni, nutrono il racconto di una complessità emotiva davvero notevole.

Ben consapevole di questa capacità, la Sanz, sciorina la vicenda da tre punti di vista differenti – i tre black del titolo – dapprima quello egoico e un po’ naif di Zarco, reso attraverso le telefonate con Paula. Ma sono i punti di vista femminili a dare sostanza e fondamento a questo romanzo; dapprima quello di Luz, che nelle lettere al suo analista rivela un’acuta osservazione dell’ambiente circostante mescolata ad una fervida quanto raccapricciante immaginazione. Successivamente è la stessa Paula a prendere la parola riportando che “Ci sono persone che rivelano più verità mentendo che altre confessandosi”. Una donna acuta, coraggiosa, il cui lato oscuro – né più né meno di quello di ognuno di noi – appare meraviglioso e umano proprio perché accettato.

Una lettura sciolta, che, con la sua modalità diegetica e le sue citazioni, rivoluziona il concetto di giallo da sotto l’ombrellone.

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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