Cat Power – Questo suono mi spezza il cuore

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Cat Power – Questo suono mi spezza il cuore

“Questo suono mi spezza il cuore”. Toglietele tutto, ma non il suo sound.

Scuote la testa, si gira verso la sua band e smette di cantare.

Chi segue Cat Power da sempre o quasi lo sa bene: ogni concerto della rocker di Atlanta è un salto nel buio. Cat sin dalle prime note, mostra un certa inquietudine nei confronti dei suoi due microfoni, armeggia con i fili, si incastra tra di essi, spazia per tutto il palco pronunciando una lieve zoppia che regala perplessità al pubblico della cavea.

 

Dopo un paio di tour relativamente stabili, ieri sera il pubblico romano raccolto nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ha quasi visto tornare in scena la prima Cat Power, quella più volatile.  La voce usciva graffiante, potente e soffocata, l’atmosfera era permeata dalle note dei nuovi accordi che Cat aveva pensato per Sun, la sua ultima fatica, e dalle note dei suoi pezzi migliori.

catvideo

Il concerto di Cat Power a Roma, si perde in pochi secondi in cui la cantante di Atlanta decide di scombinare la scaletta e raggelare la cavea fermando tutto.

catscalettaLa musicista americana si lamenta perché non sente la sua band, si lamenta perché non sente gli strumenti come vorrebbe. Si lamenta e poi si barrica nel camerino. L’atmosfera carica di aspettative e suspence, inizia a caricarsi di un leggero fastidio nei confronti di una incomprensibile scelta artistica, da prima donna, che  sovverte il postulato dello Show Must GoOn.

 

Un vero peccato perché l’attesa era tanta. La doppia data italiana (lunedì a Milano, martedì a Roma) di Chan Marshall, in arte Cat Power aveva attirato curiosità e interesse. Il suo ultimo album “Sun” (a cinque anni di distanza da Jukebox) ha raccolto ottime recensioni. “Il vitale, per non dire tra i migliori”, aveva scritto Rolling Stone.

“Il migliore” si era sbilanciato l’Observer.

“Sun” appare come un nuovo inizio, una cesura netta col passato e, forse, l’apertura di un capitolo completamente diverso dell’esperienza artistica di Cat Power, che se non altro è tornata dopo tanto tempo a essere animata dalla voglia di raccontare se stessa in musica.

 

 

 

Un cambio di genere e di sonorità (c’è tanta elettronica in questo ultimo lavoro) che sembra lo specchio di un mutamento generalizzato di Cat non solo nei confronti della musica. In una delle rare interviste così aveva riassunto il significato del disco: “Moon Pix (del 1998, ndr) era un album sull’estremo isolamento per sopravvivere a un’enorme lotta. Sun è non guardare indietro, rialzarsi, e andare avanti con fiducia verso il proprio futuro, con forza e realizzazione”.

Stizzita (per usare un eufemismo) la cantante di Atlanta ha deciso dopo un po’ di tornare sulla scena. Si è mossa verso il pubblico (donando fiori e t-shirts), sfogandosi anche con l’attrice e cantante Violante Placido, alla quale avrebbe sussurrato: “Il suono non usciva potente come dovrebbe“. Quindi non capriccio da star, piuttosto la condizione dell’impotenza di fronte al (non) progresso della tecnica.

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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