Muse spettacolari all’Olimpico di Roma. Lingue di fuoco, robot e evoluzioni in aria per uno show da brivido.

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Muse spettacolari all’Olimpico di Roma. Lingue di fuoco, robot e evoluzioni in aria per uno show da brivido.

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Gli occhi sono spalancati, le orecchie tese e la mente è stimolata dalle mille luci e impulsi che i MUSE regalano live. La rock band inglese accende (in tutti i sensi) lo Stadio Olimpico di Roma, riservando ai fan italiani una scaletta stravolta e tante telecamere puntate sulle prime file che cantano a squarciagola i grandi successi di quasi vent’anni di carriera, emozioni che finiranno dritti nel DVD. Più di 60.000 persone hanno assistito a questo show, che altro non si può chiamare, per la teatralità e una macchina perfetta curata fin nei minimi dettagli per oltre due ore di concerto senza tempo di riprendere fiato. Con i loro reef di chitarra inconfondibili e lingue di fuoco che accendevano il cielo di Roma , la band ha portato sul palco i nuovi brani dall’ultimo album The 2nd Law, come Supremacy e Madness , fino ai loro pezzi più datati e celebri, da Undisclose desire e Hysteria e una perfetta Time in Running Out cantata e ballata da tutto l’Olimpico, nessuno escluso.. Momento coinvolgente con Follow Me cantata in ginocchio in mezzo alla folla, dedicata in italiano dal front-man Bellamy al figlio (avuto dall’attrice Kate Hudson) e poi per Unintended e Guiding Light quando una lampadina gigante, con un trapezista appeso sotto che lanciava coriandoli (!!) ,ha attraversato fluttuando tutto il parterre, in una romantica atmosfera blu costellata di mille accendini e schermi di smartphone accesi a coreografare un cielo stellato: magico. Ma il rock duro e puro e una critica al sistema globale non sono mancati, in perfetto stile Muse.

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Schitarramenti e urli  impossibili hanno accompagnato attacchi al capitalismo, alla borsa e ai problemi dell’euro con tanto di signore della finanza sulla passerella centrale che buttava “Muse money” al vento, prezzo del petrolio alle stelle con una donna d’affari che beve ingorda benzina dalla pompa fino a strozzarsi e divertenti avatar di Obama, Merkel e Papa Bergoglio (ma non solo…) che ballano felici sopra le teste del trio di Devon su Panic Station. Omaggio a Morricone con The Man with a Harmonica per Knights of Cydonia , la famosa cover di Feeling Goog e una House Of The Rising Sun, sonata dai Muse ma cantata da sessantamila voci. Perfetta computer grafica, sei ciminiere stile Battersea Station dei Pink Floyd,fuochi ed esplosioni, un robot di 4 metri che balla su Unsustainable, schermi e filmati da atmosfere apocalittiche e distruzione della terra, come nell’ultimo film World War Z (per cui hanno suonato la colonna sonora). In pochi credevano che l’Italia fossecosì tanto nel loro cuore da decidere di registrare il dvd live proprio nella data di Roma (dopo il sold out di fine giugno allo Stadio Olimpico di Torino), ma evidentemente sappiamo farci notare per il nostro affetto, e i “grazie” e le frasi in italiano (molto buono!) di Matthew Bellamy avvolto nella nostra bandiera tricolore faranno il giro del mondo, rendendoci orgogliosi. Finale esplosivo con Starlight che ha lasciato sessantamila persone con un sorriso stampato in faccia e la frase a fior di labbra “Che spettacolo”.

Serena Concato

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