“Grande danza per pochi (investimenti)”. A Roma, Invito alla Danza 2013.

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“Grande danza per pochi (investimenti)”. A Roma, Invito alla Danza 2013.

Nonostante le difficoltà, presentato il cartellone della ventitreesima edizione del festival

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La danza non è per pochi. La danza è per sua stessa natura e vocazione la più universale delle arti; libera da perimetri linguistici fa del corpo dell’uomo il proprio strumento d’eloquenza e ne traduce la parola in movimento per un mondo poliglotta in cerca di condivisione. Non sostenere la danza, come sempre più spesso accade in Italia, significa imbavagliare un’intera comunità di artisti, uccidere la comunicazione, lasciare decadere il gusto e l’amore per la bellezza, ma anche perdere la capacità di dare un senso e un significato all’orrore e al disordine che pure ci circondano.

La vicenda tortuosa di Invito alla Danza, da 23 anni appuntamento estivo romano abituale per esperti e appassionati del settore, fotografa il lato peggiore di una contingenza che sembra voler giustificare, con la pure reale debolezza economica, l’indifferenza e il silenzio che avvolgono e sotterrano le iniziative culturali italiane. Per mesi, la realizzazione dell’edizione 2013 del festival è rimasta in sospeso, tra l’incertezza e l’incredulità degli organizzatori, per le mancate conferme non solo sulla copertura economica del bando per l’Estate Romana ma anche sull’effettiva disponibilità del teatro all’aperto di Villa Pamphilj, tradizionale e naturale palcoscenico delle notti danzanti romane.

Non sono dunque esagerati il senso di rivincita e sfida che animano la conferenza stampa  per la presentazione del nuovo programma, ma rivelano piuttosto lo sforzo organizzativo (e caratteriale) con cui la direttrice artistica Marina Michetti ha deciso di affrontare le difficoltà: “ Grazie per essere qui e per occuparvi ancora di Invito alla Danza, ora che sembrano occuparsene tutti molto poco. Sfogliando la rassegna stampa dell’edizione dello scorso anno  (quando, un giorno prima della partenza del Festival, avevamo saputo del 26% dei tagli), ritrovo molti titoli che facevano riferimento a questa situazione critica. Quest’anno la realtà sembra superare ogni fantasia. L’anno scorso salivo personalmente sul palco per sostenere la petizione per tutelare i diritti dei lavoratori dello spettacolo e per assicurare la corretta tempistica dei lavori. Purtroppo non ci siamo riusciti, non siamo stati ricevuti dall’Assessorato. Da Gennaio è sorto anche il problema ulteriore dello spazio (ovvero della disponibilità del palcoscenico di Villa Pamphilj). Trovo tutto questo grave e, in un certo senso, immorale; vedo mancare il rispetto per il lavoro e la vita altrui, oltre che per il diritto del cittadino alla buona cultura. Si tratta di una mutilazione di opportunità lavorative inimmaginabile visto che la rassegna consente, tra le altre cose, di creare lavoro per tanti giovani e ditte che oggi, purtroppo, non lavoreranno. Questo, quando ha a che fare con la cultura e lo spettacolo, non lo si riesce a vedere o si fa finta di non vederlo. Ho dedicato la mia vita con passione e impegno a questo festival e non posso accettare di doverlo fare in questa maniera, come un “animale ammaestrato”. Quest’anno dunque avevo quasi preso la decisione di non farlo. Non c’erano spazi aperti e strutture adeguate (che garantissero cioè la sicurezza dei lavoratori). Ho compiuto infine una scelta per tutelare le compagnie ospiti e ho deciso che l’intero Festival si svolgerà al Teatro Vascello che offre una struttura ottima per la danza anche se è al chiuso e ha solo 300 posti. Purtroppo siamo stati messi spalle al muro e in questa situazione non pagavo solo io, rischiavano di pagare tutti, dunque ho dovuto prendere determinate decisioni. Il Cartellone è, per forza di cose, ridotto rispetto agli altri anni (tra l’altro si è aggiunto un ulteriore taglio dell’8%; sommato a quello dello scorso anno raggiungiamo il 34% in due anni) ma non abbiamo rinunciato alla qualità visto che ci saranno prime e debutti, compagnie italiane e americane. Certo, ho dovuto rinunciare al balletto classico e anche al mio progetto iniziale di un programma dedicato interamente all’occasione dell’Anno della Cultura Italiana in USA (che comunque troverà spazio nella rassegna grazie al progetto “USA: Stili e tecniche negli States” con gli spettacoli di Peridance Contemporary Dance Company e Parsons Dance, ndr). Abbiamo accolto con speranza il messaggio del Sindaco di Roma Ignazio Marino su change.org in occasione della raccolta di firme per salvare gli spettacoli di Villa Pamphilj (salva-gli-spettacoli-2013). Chiediamo rispetto e dignità. L’apertura del festival, il 9 Luglio, quest’anno è stata affidata al coreografo Enzo Celli, un giovane artista che apprezzo molto per l’umiltà, la capacità di ascoltare e farsi consigliare, oltre che per l’impegno (qualità oggi fondamentali)”.

Lo stesso Enzo Celli ha parlato dello spettacolo Nijinsky il Pazzo e della compagnia con cui aprirà Invito alla Danza 2013: “Sono molto contento di far parte di questo festival anche per il percorso particolare che mi ha portato fin qui. La nuova sigla della compagnia Celli Contemporary Ballet è nata solo un anno fa con l’intenzione di creare un gruppo italiano di danza contemporanea che potesse lavorare anche negli USA (vista la mia relazione con la Peridance). Dirigo sempre Botega, il gruppo di danzatori con i quali svolgo da anni un lavoro di sperimentazione e ricerca. Ho mostrato un mio spettacolo alla direttrice Marina Michetti e con grande piacere e soddisfazione ho accolto l’invito ad aprire il festival di quest’anno. La produzione Nijinsky il Pazzo non riguarda solo il grande ballerino russo ma anche la Follia in generale; Nijinsky diventa il pretesto per affrontare una follia più vicina a noi e anche, in un certo senso, più goliardica”. Il balletto si svolge nella mente stessa di Nijinsky e i 10 interpreti ne esplorano la follia e gli stati d’animo tra vanità, ira, solitudine e ingenuità.

Presente in conferenza stampa anche la coreografa Milena Zullo che presenta, il 25 luglio, Joni Songs con Astra Roma Ballet di Diana Ferrara (il programma della serata dal titolo Voce di Donna comprende anche Turris eburnea del giovane coreografo Enrico Morelli): “Ringrazio questo festival accogliente e da sempre attento a tutte le cose più interessanti. Sento anche un po’ di nostalgia per i miei inizi ma anche un particolare piacere nel farvi parte quest’anno. Il lavoro che presento desideravo farlo da tempo. L’artista Joni Mitchell è una vera icona , è stata una pioniera della musica che partendo dal Folk nei primi anni 60 ha poi esplorato tanti generi diversi e ha anticipato molti dei gusti della musica leggera. Ma le parole che ha utilizzato sono ancora più interessanti e sorprendenti. Da vera Poetessa dei nostri tempi ha indagato l’intimità femminile oltre ogni possibile ghettizzazione e ha parlato dell’umano con lessico naturale e familiare. Inoltre è stato per me bellissimo lavorare con giovani provenienti da tante realtà differenti uniti da passione ed entusiasmo”.

Anche il Programma 2013 è dunque ricco di appuntamenti interessanti:

9 Luglio, CELLI CONTEMPORARY BALLET, NIJINSKY IL PAZZO. Coreografie di Enzo Celli.

11 Luglio, BALLETTO TEATRO DI TORINO, MUSICA DIVINA: due balletti dedicati al compositore Michael Nyman e a P.I. Ciaikovskij; InMozart, coreografia di Matteo Levaggi trae ispirazione dalle battute mozartiane nascoste in Drowning by Numbers di Nyman, mentre Ciakovskij Suites, sempre di Levaggi, rivisita le più classiche partiture del noto compositore russo.

15 Luglio, PERIDANCE CONTEMPORARY DANCE COMPANY, NEW YORK OGGI: cinque coreografie di diversi stili di modern dance che hanno debuttato a New York lo scorso gennaio. Lavori degli affermati coreografi internazionali Igal Perry, Dwight Rhoden, Ohad Naharin e Sidra Bell.

19 Luglio, PARSONS DANCE, THE BEST OF PARSONS DANCE: i migliori lavori che hanno segnato il percorso artistico di David Parsons, tra i massimi esponenti della post-modern dance americana.

22 Luglio, COMPAGNIA ATERBALLETTO, CANTO PER ORFEO: l’ultimo lavoro di Mauro Bigonzetti per Aterballetto; lavoro sulla storia d’amore tra Orfeo ed Euridice oltre che sulla passione, la perdita, la sublimazione del dolore.

25 Luglio, ASTRA ROMA BALLET, VOCE DI DONNA: coreografie di Enrico Morelli e Milena Zullo.

29 Luglio, IMPERFECT DANCERS COMPANY, MADAMA BUTTERFLY’S SON: ipotetico seguito di Butterfly sulla vita del bambino sottratto a Cio-Cio San e trapiantato in USA. Coreografie di Walter Matteini, Ina Broeckx.

30 Luglio, BALLET FLAMENCO JOSÉ PORCEL, MORALEJAS: debutto romano e chiusura del festival con una serata di flamenco tradizionale e non, ispirata a Moralejas, libro di proverbi e consigli di un maestro di danza ad un giovane allievo per indirizzarlo nell’arte della danza e della vita.

 

Altre informazioni: invitoalladanza.

 

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