“Il Teatro Degli Orrori” sul Palco di Villa Ada.

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“Il Teatro Degli Orrori” sul Palco di Villa Ada.

Il Teatro degli Orrori (3)

“Roma incontra il mondo” continua a regalarci grandi serate ogni estate da vent’anni a questa parte. Grandi nomi nazionali e internazionali si alternano sul palco di Villa Ada con biglietti a costi popolari e tanta musica.Degno di nota è il live de “Il teatro degli orrori”, il gruppo di Pierpaolo Capovilla, che regala  sempre grandi performance e ore piene di musica e poesia, con apertura affidata al gruppo torinese dei Nadar Solo. “Io ti aspetto” dà inizio allo spettacolo che vede nella scaletta tutta la tracklist di “A Sangue Freddo”, album del 2009 diventato un punto di riferimento importante per la storia del rock italiano. Sulle note di “Direzioni diverse”, ad accompagnare la voce di Capovilla, una emozionata Marina Rei che ha intrapreso da poco una collaborazione con il cantante per il suo album prossimo all’ uscita. La dimensione creatasi in quel di Villa Ada durante il concerto è stata una delle cose più riuscite: un pubblico variegato, bambini, padri, vecchi hippie, ragazzi e ragazze che tra fumi e birre seguivano l’onda sonora del Teatro che da “Due” a “Majakowski”, da “Alt!” a “È colpa mia” coinvolgeva continuamente, non perdendo mai tono, non scemando mai. A suon di rock, salti e grida, Capovilla agitava il filo del microfono, diventato ormai un gesto riconoscitivo, un must della sua performance, mandando in estasi il pubblico con “La vita è breve” “A sangue freddo”, “Refusenik”, “Nostalgia”. Una raffica di parole che ti incolla con l’anima e gli occhi addosso a quell’ometto butterato che come un padre ti spiega a vivere meglio, come lui stesso ha dichiarato, “non facciamo solo musica, noi facciamo cultura”.Opinabile o meno, il Teatro degli Orrori non sono mai scontati, non lanciano per aria verità universali incontrastabili, anzi, ci spiattellano davanti sentimenti di rabbia, ci stimolano a reagire e soprattutto ad aprire la mente.Come chiusura una delicatissima e emozionante “Canzone di Tom”, uno dei più bei capolavori che il gruppo abbia creato e uno sguardo sincero verso il pubblico, al quale Capovilla lanciava scalette e plettri. Umiltà e talento, rabbia e leggerezza, freschezza e lungimiranza.

Per fortuna che noi abbiamo il Teatro degli Orrori.

 

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