Credere e investire nell’Arte oggi: Romaeuropa Festival 2013

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Il festival di danza, teatro e musica più importante della Capitale presenta il programma 2013.

La scelta sciagurata di non finanziare l’arte in un paese che nell’arte è immerso è il risvolto paradossale di una crisi che, prima dell’economia, ha colpito e offuscato ragione e buonsenso. In questa estate 2013, orfana dei più importanti eventi della Roma più abitudinaria e colta, giunge come una brezza miracolosa la presentazione della nuova edizione del Romaeuropa Festival e del  suo ricchissimo programma di danza, musica e teatro. I traguardi del REF non sono banalmente il frutto di fortunate contingenze o lungimiranti collaborazioni che negli anni hanno garantito la sopravvivenza di un gigantesco contenitore di spettacolo; sono piuttosto la testimonianza di quanto la buona programmazione, l’intelligente investimento, l’abile ricerca e la specifica conoscenza di un settore possano creare e incrementare l’interesse, il supporto e l’attenzione verso un prodotto di classe, accurato e bello. Il sottotitolo “The art reacts” per la ventottesima edizione del festival, in programma dal 25 Settembre al 24 Novembre nei teatri di Roma, è come un monito contro chiunque creda che la crisi possa diventare il pretesto per ogni manchevolezza, l’alibi di un paese che dimentica se stesso e che lentamente muore; ma soprattutto è il grido di battaglia di un’Arte che vuole risorgere, di un’Arte che c’è, vive e  reagisce, insieme e grazie anche al REF.

Benché basti scorrere le pagine del nuovo programma per cogliere lo spirito di rivincita e il desiderio d’indagine sempre nuovo che anima gli organizzatori del Romaeuropa, sono state le parole di Monique Veaute, Presidente Fondazione Romaeuropa, durante la Conferenza Stampa del 20 Giugno nell’Opificio Telecom Italia, a rivelare il senso di una conquista difficile, in una parabola espressiva affascinante e sentita, tra la seria elencazione dei guai dell’arte in tempi di crisi, la piena gratitudine verso i tanti sostenitori pubblici e privati e la soddisfatta presentazione del nuovo cartellone. Come si lavora in tempi di crisi? Contando su una rete di collaborazioni, su un gruppo di partner e personalità di cultura, sul supporto di enti pubblici e ambasciate estere (quest’anno Francia, Germania, Israele, Olanda, Spagna e Delegazione del Québec), oltre che sulla partecipazione di Telecom Italia. “Si tratta di rapporti importanti e di una sfida rischiosa basata sulla fiducia nelle nostre capacità. Sfidiamo la contemporaneità e non abbandoniamo la cultura. Per un programma di questo tipo ci vuole tempo e organizzazione. In tempi di crisi la solidarietà è fondamentale. Non bisogna isolarsi ma creare una rete di partner e riflettere insieme (come abbiamo fatto noi) su esigenze e programmi. Importante è poi il rapporto diretto con il pubblico, la convivialità e la diffusione del sapere, perché non si tratti di cattedrali nel deserto. In questo senso non basta ‘resistenza’ ci vuole ‘volontà’. Rispondiamo a creatori, artisti e imprenditori con fiducia e progettualità perché con l’Arte noi reagiamo alla crisi”.

Significativo l’intervento di Franco Bernabè, Presidente Esecutivo Telecom Italia: “Il Romaeuropa è da anni un appuntamento importante e ringrazio Monique Veaute e Fabrizio Grifasi (Direttore Fondazione Romaeuropa, ndr) per il loro lavoro e tutte le istituzioni che sostengono questa iniziativa meritoria che rende la città sempre più ricca, vivace e interessante. Durante la crisi è tutto più complicato ma c’è una ricetta per farcela: bisogna contare su un futuro nuovo da costruire con competenza e capacità. Si sa, in tempi critici, la cultura è sempre la prima a rimetterci e ad essere tagliata ma l’atteggiamento deve essere di ‘proiezione al futuro’. Del resto questa è l’essenza della natura stessa di Telecom (che investe su tecnologia e innovazione), necessaria alla sua sopravvivenza. Tra le cose che la tecnologia rende disponibili c’è proprio la cultura, quella specialistica e quella d’impatto, cultura in grado di rivitalizzare. Telecom pensa che con la tecnologia questa possa diventare beneficio di molti (grazie allo streaming per esempio). Se un importante evento è trasmesso e centinaia di migliaia di persone ne usufruiscono, questo non può che far crescere la collettività. Fra le cose su cui risparmiare non deve esserci la cultura che contribuisce alla crescita e al futuro. Il mio apprezzamento per Romaeuropa è sincero; è una grande presenza in una città che ha espresso lo sviluppo delle arti contemporanee per il beneficio di tutta Italia”.

Ha così continuato Lidia Ravera, Assessore alle politiche culturali Regione Lazio: “Risparmiare sulla cultura è rischioso. Per fortuna la tendenza qui si inverte. L’arte è necessaria come l’aria e l’acqua e lo è soprattutto in tempi di crisi come questi. Personalmente sono piena di attese e felice; Romaeuropa è come un vecchio sogno che si realizza: arte, danza e musica che senza perimetri, senza steccati, invadono il territorio, si impongono alla città e alle persone, a tutti. Proviamo a dare quest’arte e questa cultura, avremo delle sorprese. Il Romaeuropa è esattamente come il viaggio che vorrei organizzare, carico di quella intensità emotiva che tornando ci portiamo a casa. Un viaggio intenso e indimenticabile per affrancarsi dal quotidiano, godendo delle eccellenze italiane ed europee. È come viaggiare restando nella propria città e ricordare le esperienze dell’altrove. Con questo Festival il denaro è restituito al cittadino sotto forma di godimento, opportunità e gusto. Per questi motivi Romaeuropa va finanziato”. Fabrizio Grifasi, Direttore Fondazione Romaeuropa, ha presentato il programma specificando date, luoghi, artisti e motivazioni alla base di creazioni, installazioni e progetti e ha aggiunto: “Sono emozionato di ritrovare istituzioni, comunità di artisti, organizzazioni e persone con cui abbiamo costruito piccoli grandi percorsi. Noi apparteniamo a questa stessa comunità e sappiamo che la navigazione non sempre è facile. Ognuno di noi cerca un senso, un significato per quello che fa e il Romaeuropa è come un mosaico che cerca di rispondere a questo bisogno di senso”. Presente in Conferenza Stampa anche Gabriele Lavia, Direttore Teatro di Roma: “La prima cosa (parola che vuol dire tanto per esprimersi) che ho voluto come Direttore Teatro di Roma è stato il rinnovo dell’unione e dell’amore con il REF. Perché prima non avevamo rapporti? Era come se il teatro non avesse rapporti con se stesso. L’Europa è occidente, romanizzazione, grecità e Roma è la capitale storica, essenziale, dell’Occidente. Niente è più unito della manifestazione che unisce le parole Roma e Europa. Il Teatro di Roma dovrebbe avere uno spazio aperto sull’Europa sempre, tutto l’anno”.

Grandi attese dunque per l’apertura di REF 2013 il cui programma promette serate di grande danza, musica e teatro, senza dimenticare l’arte e la tecnologia della mostra Digital Life (Liquid Landscapes, dal 10 Ottobre al 10 Dicembre, installazioni multimediali, ambienti sonori, opere interattive, incontri al MACRO Testaccio e al MAXXI). Dal 25 settembre, per due mesi, l’Arte reagisce e invade Roma con decine di protagonisti della scena contemporanea internazionale tra i quali Thomas Ostermeier, Romeo Castellucci, Jan Fabre, Antonio Latella, Emanuel Gat, Sasha Waltz, Teho Teardo e Michele Riondino, Guy Cassiers, Ryochi Kurokawa, Mattia Casalegno, Paul Thorel.

In una parte del messaggio inviato agli organizzatori del festival dal Sindaco di Roma Ignazio Marino si parla inoltre di una iniziativa lodevole: “[…] Tutto il mondo ha assistito alle commoventi immagini dell’ultimo concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Greca e del Coro Ert, il nostro sforzo sarà quello di ospitare quell’ensemble per una serata davvero speciale all’interno del festival. Sarà un ulteriore tassello da aggiungere ad una manifestazione che ha tra i suoi punti di forza l’incontro tra culture diverse”.

 

Programma: http://romaeuropa.net/festival.html

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