Superman The Man of Steel

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Superman The Man of Steel

Abolire la parola “super” deve essere l’ultimo atto di revisionismo di un supereroe. In questo nuovo film diretto da Zack Snyder e prodotto e co-scritto da Christopher Nolan, la lettera sul petto del nostro eroe è il simbolo della casata degli El, e tanti saluti alla S di Superman e alla calzamaglia ridicola.  La parola “Superman” è stutteringly, o  pronunciata sospettosamente, come “l’uomo pipistrello” nel film Dark Knight. Superman viene chiamato con il suo nome terrestre, Clark, o il suo nome Kryptoniano, Kal-El, o anche come l ‘”alieno”. Henrt Cavill è un supereroe del 21 ° secolo, che deve sopportare le agonie di essere frainteso dalla gente che sta cercando di aiutare.

Il mito di origine è forse la parte più interessante creata per questo Super-eroe, per alcuni, l’unica parte a risultare interessante. Snyder ha creato una colossale genesi, per l’Uomo d’Acciaio, un titanico racconto in stile Mosè secondo Nietzsche, una spettacolare Nova : il contrario del crepuscolo della dèi.

Ci sono alcune idee sorprendenti, immagini potenti e un superlativo cast per i ruoli principali. Clark Cavill ha un difficile rapporto con il suo duro padre adottivo: belle performance di Diane Lane e Kevin Costner. Clark cresce con la paura di rendere pubblici i suoi poteri, e nonostante ciò il film, in tutta la seconda parte palesa questi poteri senza alcun tentativo di adombrarli.

La storia, quella del generale Zodd che sbarca sulla terra per ricreare Krypton,  non dimostra un arguzia particolare nell’assemblaggio come per gli Avengers di Joss Whedon, né la gravità gotica di Dark Knight di Nolan, saltando il fatto che la scintilla romantica con Lois Lane, interpretata da Amy Adams, non è pervenuta. Ci sono naturalmente un sacco di voli e botte, il supereroe roda i suoi flap e svolazza per 50 min abbondanti entrando e uscendo da scene e generi filmici differenti.

Il plot è denso e complesso come l’epopea di Gilgamesh. Ma invece di essere tenuta segreta, l’identità del suo protagonista diventa presto conosciuta: al Generale Zod e ai suoi malvagi vagabondi dello spazio, all’esercito americano, al padre adottivo del Midwest, e anche alla giornalista investigativa Lois Lane (Amy Adams).

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Il film è un carico nonsense ripetitivo, con, in ogni sequenza dei suoi 143 minuti, più effetti speciali rispetto a quelli utilizzati da Dio per creare il mondo. Ed è tutto così assordante, humourlessly e solenne.

Snyder e Nolan hanno modificato l’inizio della storia in modo che uno scontro primordiale rappresenti il get-go della narrazione. (Non vi è, per ora, nessun segno del famoso avversario Lex Luthor, anche se attenti osservatori avranno notato alcuni camion per le strade della metropoli appartenenti alla “Lexcorp”.)

Il pianeta Krypton sta morendo, a causa di problemi ambientali. Un dignitoso soldato-statista Jor-El inveisce contro la cattiva gestione delle risorse del pianeta,  interpretato da Russell Crowe, con un accento inglese posh, presumibilmente proveniente da una parte del pianeta molto lontano da quello del Generale Zod, interpretato da Michael Shannon con un americanissimo accento. Zod usa la crisi per lanciare una rivolta fallita contro i leader venerati del pianeta.

Allo stesso tempo, Jor-El e sua moglie in lutto, Lara Lor-Van (Ayelet Zurer), lanciano il piccolo Kal-El in una capsula di salvataggio. Il bambino finalmente arriva sulla Terra per essere rinominato Clark Kent, e il resto è storia, ricordata e raccontata  in modo efficace attraverso flashback dal traumatizzato adolescente all’adulto Clark.

Man of Steel

Ma non passa molto tempo prima della riapparizione di Zod.  L’Uomo d’Acciaio si schiera con i suoi nuovi amici: i terrestri, che sono comunque sospettosi e impauriti dalla presenza di un semidio incontrollabile. Shannon fa il suo lavoro come Zod, e questo ruolo ribadisce il quasi monopolio di questo attore in ruoli scary-con-un-tocco-di-integrità.

Ciò che manca sono i dolci piaceri innocenti della lotta alla criminalità organizzata da parte di  Superman: pallottole che esplodono  sul suo petto, automobili salvate in volo, lo sguardo di orrore sul volto dei cattivi, la gratitudine e lo sgomento del pubblico. Ci ritroviamo invece dopo uno sci-fi di 143 minuti a osservare un Clark Kent pronto ad iniziare la sua attività giornalistica, senza un CV, una laurea, un bel niente, con un bel paio di occhiali da vista Nerd che promettono timidamente di celare un identità raccontato ai 4 venti per 2 ore e mezzo.

Man of Steel

Nel complesso, si tratta di un action-packed, un reboot per il franchise di Superman. Questo è il “Batman Begins” di Superman. Non è un film perfetto, ma riesce comunque a regalare a Superman il rilancio di cui ha bisogno, e a fare un passo in avanti rispetto il politically correct “Superman Returns”. Si esce dalla sala pronti e ansiosi di vedere il secondo capitolo.

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Valentino Cuzzeri
Valentino Cuzzeri
Appassionato delle potenzialità dei nuovi media e la loro scientifica misurabilità, intraprende una carriera accademica incentrata sul Digital World. Fermamente convinto che il web rappresenti la nuova frontiera nell’ambito della comunicazione e dei Brand, inizia la propria esperienza lavorativa collaborando come consulente con alcune delle più grandi agenzie di comunicazione e marketing non convenzionale.

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