Candida Höfer per la Galleria Borghese. La nuova arte antica

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Candida Höfer per la Galleria Borghese. La nuova arte antica

La fotografa tedesca immortala la Galleria Borghese. Mostra dal 20 Giugno al 15 Settembre.

 

La stessa Roma che quest’anno piange l’assenza di appuntamenti culturali estivi eccellenti, respira e rivive sotto il sole di una fortuna artistica senza pari. La naturale verde opulenza di Villa Borghese provvede già da sé a rigenerare gli spiriti nei roventi pomeriggi di giugno, ma è la bellezza nascosta nel cuore della Galleria a fornire quel sacro ristoro che solo riesce a trasformare un ordinario giorno d’estate in un’esperienza unica e impagabile. Camminare tra le meraviglie della Galleria Borghese è come scivolare silenziosamente lungo il fiume del tempo, sospesi in mistica contemplazione eppur travolti da terrena e cupida ammirazione. L’idea intelligente alla base del progetto Committenze Contemporanee è quella di affiancare all’esposizione del glorioso patrimonio d’arte antica una mostra contemporanea in grado di strappare allo scorrere del tempo l’autentica espressione di opere storiche e di riconsegnarle, in vesti inconsuete, allo sguardo attuale dell’osservatore moderno. Così, a partire dal 20 Giugno, la Galleria Borghese espone se stessa, mostrando la propria anima più intima e segreta in sette fotografie straordinariamente attraenti dell’artista tedesca Candida Höfer. Nota per la capacità di catturare la vita autentica dei luoghi pubblici, privandoli della sovrabbondante presenza umana, la fotografa ritrae della Galleria Borghese la perfezione statica eppur vibrante che nessun occhio può mai vedere tutta insieme. Le tavole, grandi, ampie e bellissime, racchiudono in un istante la durata di uno sguardo che cerca di scorrere i particolari di una sala intera, con il risultato di concentrare nello stesso istante la meraviglia di mille attimi. Non c’è scampo, la bellezza, tutta insieme, travolge e inchioda e ci scopriamo immobili e ipnotizzati di fronte alla copia del luogo in cui siamo, come se la fotografia, più della realtà, fosse in grado di fornirci il senso e la corretta prospettiva del nostro “essere qui”.

Nella conferenza stampa di Lunedì 17 Giugno, la Soprintendente Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della Città di Roma Daniela Porro, insieme alla Direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva e al curatore della mostra Mario Codognato, ha presentato il progetto sottolineandone unicità e particolarità: “Duecento anni dopo l’arrivo al Musée Napoléon (come appunto si chiamava il Museo del Louvre nel 1803), 60 sculture della Galleria Borghese, vendute per volere di Napoleone, sono tornate a Roma, nel luogo originario dei Borghese. Tra il 2010 e il 2012, in occasione della mostra “I Borghese e l’antico” si sono ricostruiti gli allestimenti originari della collezione, nella sistemazione risalente alla fine del 700, ai tempi di Marcantonio Borghese. Höfer ha documentato questo evento nelle sette opere presentate in questa mostra. L’arte antica, documentata nel suo assetto originario ha così, a sua volta, prodotto nuove opere d’arte”.

Ha così approfondito la Direttrice Anna Coliva: “Il mio primo ringraziamento va alla Soprintendente Porro per l’audacia e la generosità dimostrate nell’aderire ad un progetto “vecchio” che non si era ancora riusciti a realizzare. Al suo arrivo, ha accettato e accolto un progetto già avviato, l’ha fatto proprio e portato a termine. Il progetto di questa mostra è nato proprio passeggiando per queste stanze della Galleria. I dialoghi sono diventati l’elaborazione stessa della mostra e delle sue possibilità. Il progetto si è ingrandito nel tempo grazie alle conversazioni tra artisti con il “pretesto” della Galleria Borghese e grazie alla collaborazione con Telecom che ne permetterà l’ampia diffusione. Questo è molto importante anche perché focalizza il ruolo della Galleria Borghese nel dibattito dell’arte contemporanea. Il progetto va avanti da cinque anni e la diffusione di Telecom ha consentito l’attuarsi di più sinergie e collaborazioni. Del resto, i discorsi storico critici che possono nascere devono procedere secondo utilità generale ed economicità (intesa come valore etico e culturale) e questo può avvenire grazie alla collaborazione tra istituzioni. La proposta del museo è un’attività espositiva che abbia la capacità di lavorare sul luogo e sulle collezioni; un lavoro che abbia a che fare con la Galleria e la sua lettura e per questo mirato a farla conoscere e comprendere meglio. Non si tratta di confronti tra antico e moderno; chiediamo all’artista contemporaneo di produrre un’opera nuova. Si tratta di arte in entrambi i casi; non si differenziano, sono letture da altri punti di vista. In particolare, nelle opere commissionate, si sono mantenute le caratteristiche di questo luogo. Höfer ha inquadrato la Galleria così come essa doveva essere fino al 1807, quando molte opere partirono per il Louvre. Si è chiesto all’artista di testimoniare questo particolare momento. È stata qui a Roma per una settimana e le sue sette tavole qui oggi esposte saranno per sempre testimonianza di un fatto di per sé effimero: la ricostruzione dell’allestimento originario della Galleria Borghese. Un’opera d’arte ne ha generata un’altra. Höfer ha reso tangibile il “miracolo”. Le sue fotografie si collocano in una tradizione di secoli, quella dei grandi interpreti del Museo: disegnatori, pittori, incisori e infine, appunto, fotografi. Inserita in una tradizione centenaria di interpretazioni, le fotografie di Höfer non si traducono in pura rappresentazione, ma diventano ritratto vero e proprio. Sono rappresentazioni del luogo nel massimo del realismo, della concretezza; sembrerebbero fotografate con semplicità eppure nascondono artificio. Ritraggono luoghi qualificati ad essere pieni, presi nella loro essenza sospesa di luoghi vuoti, senza la prevista presenza umana. Il massimo dell’artificio è infine ciò che più si avvicina alla realtà e ne diventa il ritratto. Il luogo viene presentato esattamente come le antiche immagini religiose, come ostensione, e così offerto all’ammirazione, alla devozione della gente; l’immagine entra in questo modo a far parte della nostra piena consapevolezza”.

A proposito della collaborazione con Telecom interviene Marcella Logli Segretario Generale Fondazione Telecom Italia: “Portiamo avanti il nostro obiettivo di diventare partner e amici di iniziative culturali che rendono attuale l’arte antica grazie a nuove forme di comunicazione ovvero di mettere insieme contemporaneità, antico e tecnologia per avvicinare un pubblico più ampio e  aiutare a sviluppare una nuova interazione in rete. Si tratta di un’occasione imperdibile: rendere contemporaneo e fruibile il nostro patrimonio culturale per avvicinare i giovani (che sono i maggiori fruitori della rete) e persone più mature, attratte dal contenuto della mostra. Generazioni che vengono in contatto grazie alla rete”. Infine il curatore Mario Codognato: “È importante l’apertura al contemporaneo per rendere vivo questo luogo per gli studiosi, per gli artisti e per gli stessi cittadini romani che spesso lo danno per scontato. Questa mostra dimostra inoltre come i musei siano legati alla contingenza storica”.

Candida Höfer per la Galleria Borghese

Roma, Galleria Borghese, Piazzale Scipione Borghese, 5

20 giugno – 15 Settembre 2013

A cura di Mario Codognato, Anna Coliva, Marina Minozzi

Organizzazione: Arthemisia Group

Dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 19:00, Lunedì chiuso

www.galleriaborghese.beniculturali.it

Per ulteriori informazioni: http://www.telecomitalia.com/tit/it/galleriaborghese.html (dove, tra l’altro, è possibile rivedere la conversazione del 18 Giugno con l’artista Candida Höfer).

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