Mi rifaccio vivo – Sergio Rubini

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Mi rifaccio vivo – Sergio Rubini

Sergio Rubini si rifà vivo con una bella commedia all’italiana, “aldilà” degli schemi

mi-rifaccio-vivo_coverVoleva fare un film sulla “pacificazione” e gli è riuscito benissimo. Sergio Rubini questa parola la sottolinea più volte in conferenza stampa al Cinema Adriano di Roma per la presentazione del suo lavoro-capolavoro: Mi rifaccio vivo di cui firma soggetto, sceneggiatura e regia. In sala dal 9 maggio mantiene la tradizione del momento, il genere commedia ma piacevolissimo, fluido nella trama, carico di battute e di strepitose situazioni. L’ex regista de La stazione parla dell’antagonismo che può rovinare la vita finanche a…perderla. Ironia e sentimenti lasciano maturare nello spettatore una riflessione (anche se amara) su quanto tempo si spreca guardando all’erba del vicino, alla miopia d’animo di chi si ferma alle apparenze dell’avversario senza domandarsi nulla dei suoi punti deboli, senza sforzarsi nemmeno di immaginarseli, come se i difetti esistessero solo per noi ma non per gli altri. Rubini smaschera ipocrisie e perbenismi, il lato oscuro del successo di quelli che ci sembrano grandi, irraggiungibili, lontani e soprattutto più fortunati di noi. Salvo scoprirne una fragilità emotiva con la quale non faremmo di certo cambio, si, alla fine ci teniamo la nostra vita.

Un cast d’eccezione in Mi rifaccio vivo: Lillo Petrolo, Vanessa Incontrada, Bob Messini, Enzo Iacchetti, Gianmarco Tognazzi, Valentina Cervi, il mendicante poi traghettatore Rubini e protagonista femminile ed assoluta lei, la signora del cinema italiano: Margherita Buy. Al centro della storia Neri Marcorè ed Emilio Solfrizzi fra i quali si inserisce Lillo, fin da piccolo si tortura nel paragone con Ottone Di Valerio, figlio di un campione cavallerizzo. Una competizione da parte di Lillo che impersona Biagio Bianchetti che durerà per tutta la vita, salvo andare nell’aldilà, tornarvi ed essere il “Salvatore” del suo rivale, di cui scoprirà un lato inedito ed al tempo anche drammatico.

Da una produzione Fandango con Rai Cinema il film merita di essere visto. “E’ il momento di deporre le armi!” ha esordito in conferenza stampa Sergio Rubini che caldeggia l’idea che ci dev’essere sempre una seconda opportunità. L’artista si conferma bravissimo nella sua profondità. Per lui un film non è solo un film è un messaggio d’amore al pubblico che lo premia applaudendolo al botteghino. Si tratta del suo 11° film che lancia con l’invito a “conoscere il proprio nemico, che ci insospettisce solamente perché non lo conosciamo ed a ben conoscerlo ci sorprenderà scoprire che la sua erba non è poi così verde come ci sembra!”

Neri Marcorè torna nell’occasione a lavorare con Vanessa Incontrada con la quale aveva girato Il cuore altrove di Pupi Avati. Nessun altro avrebbe potuto interpretare il ruolo di Ottone Di Valerio come lo fa Marcorè, rendendolo odioso e simpatico ad un tempo con quelle espressioni ineguagliabili. Il manager di successo, con una vita sorprendentemente da “panico”. Alla mia domanda se avesse mai avuto a scuola o nella vita una persona con cui fosse entrato in competizione mi ha risposto che non gli è mai successo “passionale ma sempre con i piedi per terra vivendo con quella leggerezza che aiuta in tutto”. Del film mi dice pure che “quando sono scritti bene c’è poco da lavorarvi sopra o modificare” e che si è “divertito molto in questo personaggio”. Nei progetti futuri ancora tv dopo Neripoppins su Raitre ed un film con Giampaolo Morelli. Alla bella Vanessa Incontrada ho domandato invece se credesse in una vita oltre questa vita: “ci credo da sempre, è un argomento che mi affascina insieme a tutto ciò che è mistero”.

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