Kiki consegne a domicilio – Miyazaki Hayao

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Kiki consegne a domicilio – Miyazaki Hayao

Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di una giovane strega raccontato da Miyazaki

kiki_consegne_a_domicilioA quasi un quarto di secolo dalla sua uscita giapponese (era il 1989), arriva nelle sale italiane il delizioso Kiki – Consegne a domicilio, tratto dall’omonimo romanzo di Eiko Kadono, classico della letteratura d’infanzia giapponese: un bel racconto di crescita e di emancipazione, che affronta con intelligenza il tema della solitudine e del desiderio di realizzazione, sottolineando non solo l’importanza di poter fare affidamento sulle proprie forze e potenzialità, ma anche il ruolo cruciale dell’amicizia e della famiglia.

Concepito come progetto dedicato al pubblico femminile più giovane, Kiki – Consegne a domicilio si rivela un’opera adatta a conquistare un pubblico ben più eterogeneo, grazie a un intreccio narrativo avvincente che si modella su un generale mood della pellicola estremamente leggero e disimpegnato: ironico, spiritoso ma anche sensibile nel raccontare attraverso la fiaba uno spaccato giovanile tutt’altro che irrealistico, il film racconta le piccole e grandi fatiche dell’adolescenza, con i suoi sbalzi, i repentini entusiasmi e le altrettanto imprevedibili delusioni. A tredici anni è tradizione che le streghe lascino la casa di famiglia per svolgere un anno di “apprendistato” in una città sconosciuta, così da poter testare i propri “poteri” e dimostrare di poter essere indipendenti e autosufficienti: per Kiki, spigliata streghetta un po’ imbranata, è giunto il momento di partire e – accompagnata dal fido gatto nero Jiji – sceglie di stabilirsi a Koriko, una bella città vicino al mare. La vita lontana da casa si rivela ben presto più difficile del previsto, soprattutto a causa della diffidenza dei suoi concittadini, ma grazie alla sua determinazione la ragazzina riuscirà a sfruttare al meglio il suo talento magico – volare sulla scopa – e ad avviare una piccola attività di consegne a domicilio. Ma le avventure non sono destinate ad esaurirsi… Con l’ennesima eroina al femminile, lo Studio Ghibli conferma la sua sensibilità nel tratteggiare ritratti di giovani (e non solo) donne intelligenti, coraggiose, determinate e forti anche nelle loro fragilità, ma in generale è da sottolineare la cura con la quale tutti i personaggi vengono descritti e sviluppati, a partire dal gatto parlante Jiji, “spalla” della protagonista: e se la scrittura non tradisce le aspettative anche la qualità dell’immagine è una graditissima conferma, con la consueta menzione speciale per la bellezza dei paesaggi, che in questo caso fondono tratti tipicamente nipponici ad elementi architettonici e urbanistici tipici delle città europee.

Considerato da alcuni un’ “opera minore” nella produzione dello studio giapponese, Kiki – Consegne a domicilio è un gradevolissimo inno alla libertà, alla solidarietà e all’indipendenza destinato a conquistare grandi e piccini, oggi come ventiquattro anni fa: delicato ed estremamente moderno, il film documenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta con grazia, costruendo un racconto tutto improntato sulla quotidianità. A dispetto delle premesse “magiche” infatti, Kiki si confronta con difficoltà e scelte che ben poco hanno a che vedere con la sua natura di strega, che peraltro non sembra farla differire nelle reazioni e nei sentimenti da una qualsiasi altra ragazzina della sua età: dall’impaccio nello stringere nuove amicizie alla tenera goffaggine del primo amore passando per la devozione e la professionalità verso il proprio “mestiere”, Miyazaki celebra il ruolo degli incontri che cambiano il corso degli eventi e lo fa presentando una carrellata di personaggi semplici, animati da buon cuore, che contribuiscono alla costruzione di un puzzle di buoni sentimenti e speranza, in una piccola comunità dove l’entusiasmo e lo spirito di collaborazione finiscono per espandersi con vitalità contagiosa. Una favola gentile per insegnare e ricordare a tutti che la magia risiede soprattutto nelle piccole cose.

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