Il Cantico di Pietra Sesta Mente

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Il Cantico di Pietra Sesta Mente

Il Cantico di Pietra Sesta Mente

sesta mente

-Non è la risposta…non dovresti dire questo: non è previsto, non è utile…non riguarda il come togliere l’angoscia dalla mia responsabilità- la fissa, emaciato…-…come…?-

-Con che linguaggio la comandi? Non ce n’è uno, hai mai trovato forse due identici ardori? Può essere che si ripeta un insonne istante…può essere che nella ruga del muro che ci scorta si culli la cronaca d’un uomo…può essere che si compia tutto qui, e che sia la tonalità a mancarci…-

-E nella piramide la troveremo? O sarà un’arca, un certo sintagma, una corrente che cerca d’intagliarmi fuori dalla massificazione per il solito anticonformismo di collettiva e svalutata originalità?…perché le voglie cambiano, trasliamo in una baraonda di stili ma il problema rimane quello…no…la viltà ha sempre questa puzza inconfondibile…una viltà così assoluta da non indovinare come scapparne…-

-Non sei vile…-

-Sei di parte, nel profondo…-

-Stanco…semplicemente stanco…quando dormi troppo e i sogni viziati ammorbano la veglia…e il meta-suicidio, schietto e pulito: anche se cambi le classificazioni, e ti fustighi…e fai autocoscienza…e fai volontariato e sorridi…sorridi sempre…manca l’odio, la cattiveria…la testosteronica sincerità per dare nomi tuoi, e trafiggerli d’un senso…dio dio dio, non crogiolarti, insegnando gli altri a ripeterli…Dio Dio Dio…non sei vile, se la viltà per te riserva ancora dei brividi… –

-Ma possiamo unicamente proseguire…ripetere la piece, rinnegarci di fronte ad un mito chiamato amore, affrescarci l’intima cupola con un’ottimale sequenza di colori…-, tira un calcio ad una lattina posata con cura al centro del marciapiede; la traiettoria si blocca ad un boccheggiante cartello stradale, orgogliosamente ignoto; -…noi brinderemo al massimo alla felicità, non al superamento…-

-E’ presto per dire questo…io significo qualcosa, ora che sono idonea ad entrare…in te….-

-Sei già in me…-

-E tu…- decanta con aria lontana, – tu mi vedi…significa che sei pronto, finalmente…-

-No…non credo alle maturazioni piovute dal ciel…-

-Non sono niente di tutto ciò…-

-Io…non sono abbastanza…- scurisce il volto tra le spalle, contemplando le orbite, -…no.-

– Si cresce spesso senza accorgersene, e uno e uno solo è il giorno d’inizio della primavera…la risposta sbagliata…- gli prende improvvisamente la mano, di cui si era dimenticato forse dal primo, confuso capitolo -…la risposta sbagliata, quella da game over, quella che mi avrebbe reciso da te…- la loro stretta esplode in un fiore violenta voragine di seta,

-…era sì…-

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Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi
Enrico Gandolfi generalmente esperisce in forma sfusa ma, quando osa concentrarsi, scrive, pontifica, analizza. Oggetto dei suoi voli radicati arte, videogiochi, cultura e dis-società, egemonie, ludus e non eventuali. E’ persino dottore di ricerca in Sociologia, giusto per dare un inquadramento serio e serioso al suo profilo e per giustificare la sua tendenza a scarnificare l’anima collettiva. Il resto della storia, comunque, è anche affar vostro.

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