Rock in Roma 2013, per 2 mesi capitale del rock

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Rock in Roma 2013, per 2 mesi capitale del rock

Da Bruce Springsteen ai Green Day, il Rock in Roma 2013 porta Capannelle al centro della scena musicale italiana

logo Gli appassionati di musica se ne sono accorti da qualche tempo: l’estate romana, per chi ama i concerti, sarà estremamente dispendiosa, ma appagante. Merito, o colpa, anche del Rock in Roma 2013, la manifestazione che si svolge a Capannelle e che quest’anno raggiunge il suo picco per qualità e quantità dei concerti ospitati, che dal 5 giugno al 29 luglio – con anteprima speciale il 29 maggio con i My Bloody Valentine all’Orion e possibili code tra agosto e settembre – porterà a Roma il meglio del rock mondiale.

Evento principale quello dell’11 luglio, quando Bruce Springsteen e la E-Street Band bruceranno i cuori dei (previsti) 40 mila spettatori, per i quali è stato costruito un impianto apposito che se ritenuto adeguato sarà il main stage delle prossime annate. Ma sono molti i grandi concerti previsti: dai Green Day il 5 giugno, che porteranno in Italia la trilogia Uno Dos e Tres, a The Killers, previsti in una ricca accoppiata con gli Stereophonics per l’11 giugno, da Iggy & The Stooges, per la prima volta a Roma in formazione completa il 4 luglio, a Rammstein il 9, da The Smashing Pumpkins con l’incredibile Mark Lanegan il 14 luglio a Neil Young & Crazy Horse (assieme a Devendra Banhart) il 26. Per chiudere trionfalmente il 29 con Blur che tornano capeggiati da Damon Albarn più attesi che mai. E questa è solo una parte dell’incredibile parterre messo su da Sergio Giuliani e Maxmiliano Bucci, i direttori artistici del festival che, senza alcun supporto pubblico o istituzionale – se non il patrocinio di Roma capitale e il supporto per la viabilità -, hanno tirato su un cast incredibile, pescando il meglio dai festival e dai tour estivi dell’anno: Toto, Korn, Arctic Monkeys (con The Vaccines), Mark Knopfler, Atoms for Peace (forse il colpaccio, la superband di Thom Yorke, a un anno dal trionfale concerto di Radiohead), Ska-P, Deep Purple e Sigur Ros, quasi tutti a presentare lavori di freschissima stampa.  In più, due grandi cantautori italiani, amatissimi dal pubblico soprattutto grazie ai loro live, come Daniele Silvestri (25 luglio) e Max Gazzé (5 luglio assieme a Il Cile, Ilaria Graziano e Francesca Forni e Iotatolà).

Un gruppo di artisti di grande livello: “Quest’anno fortunatamente – ha dichiarato Bucci – siamo riusciti a prendere tutto ciò che potevamo e volevamo, e questo è stato possibile grazie ai successi degli anni scorsi. Abbiamo cercato di raccontare, in un certo senso, la storia del rock degli ultimi 40 anni. E mi pare che ci siamo riusciti”. Un successo che stando alle premesse, soprattutto la mole di biglietti acquistati dall’estero,  dovrebbe ripetersi, tanto da creare un sistema importante di viabilità, con l’obiettivo dichiarato “Al concerto senza macchina”: Trenitalia mette a disposizione biglietti scontati per l’alta velocità per chi ha il biglietto di uno dei concerti del festival, oltre a predisporre treni metropolitani gratuiti dalla stazione di Capannelle per i concerti più popolati; ci sarà un servizio di bus navette prenotabile che dalla sede dei concerti porterà alle stazioni della metropolitana; Carpooling.it sta allestendo un sistema di condivisione auto durante la rassegna e l’aeroporto di Ciampino mette a disposizione il suo hub per parcheggiare l’auto e usufruire di una navetta che porta all’Ippodromo e riporta al parcheggio.

Se a questo aggiungiamo gli accordi con il comune per la viabilità e i pacchetti turistici a prezzi scontati per gli alberghi, è evidente che, mentre l’Estate romana è stata fatta agonizzare negli ultimi anni, da qualche parte la voglia di musica diventa vero e proprio evento internazionale per catalizzare l’attenzione dei romani e non solo. L’auspicio è che il festival Rock in Roma (sponsorizzato in modo per nulla banale da Postepay) non faccia solo il sold out, ma sia il baluardo per un rilancio della cultura musicale e non solo nella capitale, partendo dal premio Rock in Roma che i giornalisti assegneranno a una personalità che ha fatto molto per il bene della città, passando dal contest delle band emergenti fino al Palazzo della musica, quella struttura ideale per i concerti rock che a Roma manca terribilmente.

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Emanuele Rauco
Emanuele Rauco
Nato a Roma il 18 luglio del 1981, si appassiona di cinema dalla tenera età e comincia a scrivere recensioni dall'età di 12 anni. Comincia a collaborare con il giornalino scolastico e, dopo aver frequentato il DAMS di Roma 3, comincia a scrivere per siti internet e testate varie: redattore e poi caporedattore per il sito Cineforme, ora Cinem'art Magazine, e per la rivista Cinem'art, redattore e inviato per RadioCinema. Inoltre scrive per Four Magazine, di cui è caporedattore, e altre testate on line ed è curatore di un programma radiofonico su cinema e musica, Popcorn da Tiffany su Ryar Radio. Collabora per le riviste Il mucchio e The Cinema Show – primo mensile cinematografico per iPad – e per il quotidiano L'opinione. Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati su saggi e raccolte critiche, tra cui la collana Bizzarro Magazine di Laboratorio Bizzarro ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive come Ma che bella giornata o Square e I cinepatici di Coming Soon Television. Ha un canale di youtube in cui parla di cinema, spettacolo, cultura e comunicazione.

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